26/05/2007
Gli anni passati hanno visto concretizzarsi sforzi molto seri da parte della Russia e dei Paesi arabi al fine di aprire nuove vie di collaborazione economica e commerciale, e di aumentare il volume degli investimenti arabi sui mercati russi. Uomini d’affari russi ed arabi hanno preso in esame varie forme di cooperazione economica, senza però giungere ad una visione concreta e ad un piano di lavori che potesse essere applicato. E’ questo il risultato a cui si è giunti dopo i 6 incontri del Russian-Arab Business Council tenutisi in Russia ed in diversi Paesi arabi. Questo organismo fu fondato nel 2003 su iniziativa della Camera del Commercio e dell’Industria russa e dell’Unione Generale delle Camere del Commercio, dell’Industria, e dell’Agricoltura dei Paesi arabi, nell’ambito dell’ampliamento della cooperazione economica, e del rafforzamento dei rapporti economici, commerciali, e tecnico-scientifici fra la Russia ed il mondo arabo.
E’ bene dire che la cooperazione economica russo-araba soffre tuttora della presenza di numerose difficoltà, che le fanno perdere importanza agli occhi delle due controparti. I comunicati ufficiali rivelano che il volume degli scambi commerciali fra la Russia ed i Paesi arabi non supera il 6,9% delle esportazioni totali della Russia, mentre le esportazioni arabe in Russia sono valutate intorno al 3% del volume totale. Il volume del commercio estero della regione di Mosca – che supera i 33 miliardi di dollari – ha visto un arretramento per quanto riguarda gli scambi con i Paesi arabi, che alla fine del 2005 si sono attestati intorno al 9,2% del volume totale di scambi commerciali della capitale russa. Nel corso della settima riunione del Russian-Arab Business Council, tenutasi alcuni giorni fa nella capitale del Bahrein, Manama, i partecipanti hanno preso in esame le possibilità di cooperazione finanziaria russo-araba nel campo dell’industria di trasformazione e della metallurgia, oltre che in quelli del petrolio e del gas naturale, della protezione dell’ambiente, e dei progetti per le infrastrutture turistiche, per le telecomunicazioni, per i trasporti e per l’energia.
I membri del Consiglio hanno preso conoscenza delle proposte della società russa “M-Star” per la costruzione della “Città del Futuro”, che comprenderà uno stadio coperto per il pattinaggio, e 16 grattacieli (il più alto dei quali raggiungerà i 600 metri di altezza), oltre ad un parco acquatico e ad un acquario per le creature marine […], per una valore complessivo di 18 miliardi di dollari.
Il comunicato conclusivo della riunione annunciava anche l’avvenuto accordo per la fondazione di una banca privata russo-araba, con un capitale di 500 milioni di dollari, con l’obiettivo di dare impulso alle attività economiche e commerciali fra la Russia ed il mondo arabo. Verrà costituito un gruppo di lavoro comprendente rappresentanti delle istituzioni bancarie russe ed arabe, che si assumerà l’impegno di creare questa banca. Al progetto potranno partecipare investitori russi ed arabi.
Gli incontri precedenti fra gli uomini d’affari russi ed arabi avevano preso in esame la proposta di fondare una compagnia internazionale per gli investimenti comuni fra la Russia ed i Paesi dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC). Il progetto comprendeva l’ipotesi di costituire una società multinazionale russo-araba ed una banca comune ad essa collegata. In base al progetto, questa società avrebbe il compito di indirizzare gli investimenti comuni all’interno dei Paesi membri dell’OIC e della Russia, garantendo i capitali investiti.
Sebbene le attività del Russian-Arab Business Council siano state limitate, esse hanno giocato un ruolo preciso per quanto riguarda l’apertura di alcuni Paesi arabi nei confronti della Russia, come ad esempio gli Emirati Arabi. I mercati russi hanno cominciato ad attirare alcuni investitori degli Emirati, come ad esempio la “al-Taamir General Construction Co.” che intende investire 100 milioni di dollari in progetti immobiliari a Mosca ed in altre regioni della Russia, considerando che gli investimenti nel settore immobiliare russo garantiscono buoni guadagni. Un altro esempio è la DP World, che sta studiando la possibilità di fare investimenti nei porti russi. E’ noto che questa compagnia amministra 42 porti in 22 Paesi del mondo.
Il Consiglio ha anche aperto la strada alla collaborazione fra Mosca ed Amman. La Russia e la Giordania hanno infatti firmato un accordo per la costituzione della società “Oboron Middle East” che produrrà elicotteri k-226. La controparte giordana controllerà il 49% di questa società, mentre i russi controlleranno il restante 51%. I giordani avranno anche il compito di piazzare sul mercato i prodotti della nuova società, mentre i russi provvederanno all’addestramento dei piloti e dei tecnici, a fornire i pezzi di ricambio e ad assicurare la manutenzione.
Il Russian-Arab Business Council non ha invece alcun merito per quanto riguarda gli sviluppi nei rapporti fra la Russia ed i suoi partner tradizionali. In quest’ambito rientrano i contratti per l’importazione di armi ed equipaggiamento militare di produzione russa firmati da Mosca ed Algeri, che hanno un valore superiore ai 7 miliardi di dollari. A ciò bisogna aggiungere la crescita della cooperazione fra i due Paesi nel settore dell’estrazione e della vendita di gas naturale. L’Algeria è al settimo posto nel mondo per quanto riguarda le riserve di gas, ed al quarto – dopo la Russia, il Canada e la Norvegia – per quanto riguarda le esportazioni: 60 miliardi di metri cubi all’anno.
Sebbene il Russian-Arab Business Council sia ritenuto fra le istituzioni che godono di un’attenzione particolare da parte del Cremlino, poiché è l’organismo deputato ad attirare gli investimenti arabi in Russia da un lato, ed a ristabilire la presenza russa nei mercati arabi dall’altro, tuttavia esso non è ancora riuscito ad individuare una forma di cooperazione in grado di sviluppare le relazioni economiche russo-arabe, poiché la controparte russa non è finora riuscita a guadagnarsi la fiducia degli investitori arabi.
A ciò si aggiunga il fatto che la Russia non ha ancora completato il processo di riforma bancaria ed il riconoscimento della base giuridica del sistema di cooperazione che garantisce i diritti degli investitori, e ciò desta la preoccupazione degli arabi che vogliono fare investimenti in Russia. Dal canto loro, gli investitori arabi cercano le vie più facili per realizzare profitti, come hanno dimostrato i molteplici incontri che gli uomini d’affari egiziani hanno avuto con i loro colleghi russi, a margine del vertice russo-egiziano. La ricerca da parte delle società egiziane di contratti all’interno dei quali i governi dei due Paesi giocano il ruolo di finanziatori e di venditori sul mercato rappresenta un ostacolo essenziale per la cooperazione economica, così come le compagnie russe avvertono che la maggioranza degli investitori arabi non è interessata a progetti industriali di lungo periodo.
Questa situazione fa sì che molti gruppi economici cerchino altri partner sul mercato mondiale, e pone interrogativi sull’utilità del lavoro svolto dal Russian-Arab Business Council, che finora non è stato in grado di realizzare un solo progetto, mentre altre istituzioni di cooperazione economica, che coinvolgono altri Paesi, hanno concluso decine di contratti e di accordi che hanno contribuito allo sviluppo economico.
Jana Borisovna è ricercatrice presso il Centro Studi per l’Energia in Russia
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