12/12/2007
H’mida Layachi, lei è direttore di al-Djazaïr News, ed è esperto di movimenti islamici armati. Questi nuovi attentati ad Algeri hanno un significato particolare ?
Si osserva una continuità che non può essere una coincidenza. L’11 non è solo la data degli attacchi contro le torri gemelle, nel settembre 2001 – punto di riferimento per i salafiti – o la data degli attentati di aprile ad Algeri. E’ anche un giorno importante nella rivoluzione algerina : l’11 dicembre 1960, gli algerini escono in massa per le strade per manifestare il loro sostegno al Fronte di Liberazione Nazionale.
Gli organizzatori degli attentati di lunedì usano questo simbolo dello stato-nazione per renderlo il simbolo dello stato salafita. Per loro, lo Stato algerino è il prodotto della colonializzazione e vogliono affossarlo.
Allo stesso tempo, il GSPC (Gruppo Salafita per la Predicazione ed il Combattimento), che si è alleato ad al-Qaeda a gennaio ed ha preso il nome di “al-Qaeda nel Maghreb Islamico”, fa sapere al suo “padrino” di essere forte e di utilizzare i suoi stessi metodi : gli attentati suicidi.
Infine, colpendo il Consiglio Costituzionale, il GSPC invia un messaggio al Presidente Bouteflika: “Noi siamo contro una riforma della Costituzione che autorizzerebbe il suo terzo mandato e contro il suo metodo di riconciliazione nazionale. »
Anche l’altro destinatario, – l’ONU – non è casuale. Nel loro comunicato, il GSPC ed al-Qaeda continuano a considerare l’ONU « strumento degli ebrei, che utilizzano gli americani per fare la guerra ai musulmani, specialmente in Iraq ed in Afghanistan.
E’ una costante nella loro letteratura da due anni a questa parte. Il GSPC utilizza reclute molto giovani, sconosciute ai servizi di sicurezza algerini. Le reclute vengono formate per tre o quattro mesi per mettere a segno dei colpi mediatici, come gli attentati suicidi.
Temo – in un futuro prossimo – uno scenario « all’irachena » : attentati indiscriminati in serie che colpiscono i civili. Il GSPC è indebolito; considera gli algerini come alleati del potere. Non esiterà ad utilizzare dei metodi sempre più radicali e spettacolari.
Non bisogna dimenticare che nel GSPC di oggi non resta che un nocciolo duro di estremisti, e che questo movimento è nato dal GIA (Gruppo Islamico Armato), il più mortifero dei movimenti islamici algerini durante gli anni ’90. Sfrutta a fondo internet e la modernità. Grazie a ciò, è in grado di formare in alcuni mesi degli esperti in grado di fabbricare una bomba.
Florence Beaugé è una giornalista esperta di questioni algerine; è corrispondente di Le Monde per i paesi del Maghreb




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