12/01/2008
Il presidente americano ha offerto un sostegno insistente al primo ministro israeliano, attualmente al livello più basso nei sondaggi, al punto da rischiare di farsi accusare di intromissione negli affari interni israeliani.
“Vegliate su Olmert affinché resti al potere. È un dirigente forte. Io lo stimo molto “, ha dichiarato Bush giovedì sera ai membri del governo, in occasione di una cena presso la residenza del primo ministro.
“La politica israeliana è molto complicata. È come nel karaté, non si può mai sapere da dove arriverà il prossimo colpo”, ha aggiunto il presidente americano, facendo riferimento ai molteplici attacchi di cui è vittima Olmert, anche all’interno della coalizione di governo.
“Sono consapevole che ci sono molti problemi in Israele ed io non voglio immischiarmi, ma Olmert è un dirigente importante ed occorre aiutarlo in questo momento cruciale”, ha sottolineato il capo di stato americano. Egli ha ribadito a questo riguardo che “esiste una possibilità di pace che non bisogna lasciarsi sfuggire”.
Ad un certo punto Bush ha smesso di parlare, dopo avere ricevuto un segno da parte del segretario di stato Condoleezza Rice. “Mi ha chiesto di tacere”, ha dichiarato Bush con un sorriso sulle labbra, secondo quanto riporta l’importante quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.
La stampa israeliana ha messo in rilievo tutti questi elementi, che esulano dall’ordinaria condotta diplomatica, concludendo che uno dei motivi più importanti della visita di Bush in Israele è stato quello di rafforzare la popolarità di Olmert.
Secondo i commentatori, Washington si preoccupa del rischio di una caduta del governo israeliano, in particolare a seguito delle minacce, da parte dei ministri dei partiti religiosi e della destra estrema, di abbandonare Olmert se i negoziati di pace dovessero riguardare Gerusalemme, o se dovesse essere deciso un blocco effettivo dell’espansione degli insediamenti.
La destra nazionalista, guidata dall’ex primo ministro Benjamin Netanyahu, potrebbe vincere in caso di elezioni legislative anticipate, secondo un recente sondaggio.
Netanyahu resta il candidato favorito degli israeliani alla carica di primo ministro (con il 33% di pareri favorevoli), precedendo anche il ministro della difesa, il laburista Ehud Barak (al 17% nei sondaggi). Le prossime elezioni legislative in Israele sono previste nel 2010.
Solo il 10% delle persone intervistate si augura che Olmert venga rieletto. Inoltre, molti deputati ultranazionalisti hanno protestato contro “le ingerenze del presidente Bush” nella politica interna israeliana.
Il sostegno mostrato nei confronti di Olmert è giunto in un momento in cui la commissione governativa israeliana, incaricata di esaminare le ragioni del fallimento della guerra dell’estate 2006 in Libano, si appresta a pubblicare la sua relazione definitiva, il 30 gennaio.
La relazione rischia di infliggere un nuovo duro colpo ad Olmert, la cui popolarità è già bassa. Da più di un anno, la classe politica israeliana attende le conclusioni della commissione, benché il primo ministro abbia già annunciato che esse non determineranno le sue dimissioni.
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