Unione per il Mediterraneo: le aspirazioni dei politici e gli interessi degli stati

22/06/2008

Nel marzo 2005, nella città marocchina di Rabat, il presidente francese Nicolas Sarkozy annunciò per la prima volta la sua ambizione di creare l’Unione Mediterranea. Egli confermò questo suo progetto una seconda volta nel febbraio del 2007, con un discorso tenuto nella città di Tolone durante la sua campagna elettorale per la presidenza della repubblica. In quell’occasione, egli affermò che ciò che era avvenuto in Europa 60 anni fa, “quando cominciò a svilupparsi l’idea dell’Unione Europea”, dovrà necessariamente essere applicato anche nel contesto di una ‘Unione Mediterranea’. Successivamente, il presidente francese dovette cominciare a lavorare per tradurre in realtà le sue idee. Egli, dunque, finì per formulare le sue proposte riguardo a questa Unione. Esse comprendevano “l’ambiente, lo sviluppo, il dialogo fra le culture, la crescita economica, lo sviluppo sociale e la sicurezza nella regione”.

In occasione dell’ultimo vertice del G8, quando i convenuti si trovarono d’accordo sul fallimento del processo di Barcellona, egli tirò fuori di nuovo l’argomento. Il protagonista assoluto di questa proposta è dunque il presidente Sarkozy.

Gli obiettivi che si nascondono dietro il progetto
Se le ambizioni personali del presidente francese sono certamente una delle principali motivazioni che lo animano, pubblicamente egli ha annunciato di voler restituire alla Francia un ruolo guida, forse addirittura parallelo a quello degli Stati Uniti, affermando che il Mediterraneo rappresenta l’ambito ideale per raggiungere questo obiettivo.

Sarkozy ha preso in mano una difficile eredità politica, poiché la Francia ha perso la sua influenza sulla politica internazionale nell’era del presidente Jacques Chirac. Ciò avvenne in parte a causa della guerra in Iraq, che creò notevoli tensioni sull’asse Parigi-Washington, ed in parte a causa del rifiuto della costituzione europea da parte del popolo francese, che ha cambiato la percezione che l’Europa aveva della Francia, in precedenza considerata il paese candidato a guidare l’Unione Europea in futuro.

Giungendo all’Eliseo, Sarkozy ha aggiunto ulteriore debolezza alla diplomazia francese in Medio Oriente. Se Chirac negli ultimi anni aveva fatto ricorso ad una politica ambigua, che apertamente dichiarava il proprio sostegno ai diritti legittimi degli arabi e tacitamente rafforzava l’asse Parigi-Tel Aviv, Sarkozy dal canto suo ha dichiarato pubblicamente di essere il primo amico ed alleato di Israele, e di non essere intenzionato a trattare con coloro che rifiutano di riconoscere lo stato ebraico. Egli si è recato a Tel Aviv in occasione della celebrazione del 60° anniversario della fondazione di Israele (la cui nascita determinò la cacciata dei palestinesi dalle loro terre), ed ha affermato chiaramente che la nascita dello stato ebraico è stato l’evento più importante nella storia del secolo scorso.

Tuttavia, il ruolo che Sarkozy rivendica potrebbe non essere accettato dagli Stati Uniti. L’amministrazione americana non si è pronunciata a proposito del progetto di ‘Unione per il Mediterraneo’, e sebbene molti sostengano che questo silenzio sia il risultato di un accordo fra i due paesi, in questo mancato pronunciamento vi è anche un altro aspetto, ed è il fatto che a numerosi responsabili dell’amministrazione Bush il riavvicinamento con la Francia non piace, a meno che esso non avvenga entro termini ben definiti.

Il noto teorico ‘neocon’ di tendenze sioniste, Richard Perle, ha scritto un famoso articolo, pubblicato sul sito dell’American Enterprise Institute, in cui chiedeva all’amministrazione americana di non considerare in nessun caso la Francia un paese amico dell’America, e neanche l’Arabia Saudita. Secondo Perle, gli attestati di amicizia che giungono ogni giorno alla Casa Bianca da Parigi e da Riyadh sono puramente illusori poiché l’Arabia Saudita continuerà ad essere un paese islamico, e le tendenze nazionaliste continueranno a prevalere in Francia.

L’opposizione europea al progetto
Sarkozy non è riuscito ad imporre facilmente il proprio punto di vista agli alleati europei. Essendo consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato, egli preferì iniziare a promuovere il progetto in numerosi paesi mediterranei. Il risultato di queste prime consultazioni fu la Dichiarazione di Roma, in cui si annunciava l’adesione di Italia, Grecia, Spagna e Francia al progetto. Ciò avvenne alla fine del 2007.

Successivamente, egli si recò in Marocco e in Tunisia, e disse di aver ottenuto anche l’adesione dell’Egitto, oltre a quella dei due paesi del Maghreb. In occasione di queste visite, si disse che Sarkozy aveva promesso alla Tunisia che sarebbe stata il centro amministrativo della segreteria generale dell’Unione, e a Mubarak che sarebbe stato il presidente dell’Unione per la sponda Sud, mentre Sarkozy avrebbe avuto la presidenza del Nord!

L’opposizione europea si manifestò fin dal principio, sulla base del fatto che Sarkozy non aveva coordinato la sua iniziativa con i paesi dell’UE. La Germania era alla testa degli oppositori. L’insoddisfazione di Berlino era condivisa dagli altri paesi europei che non avrebbero trovato posto nella nuova Unione, ovvero dai paesi europei che non si affacciano sul Mediterraneo (tanto più che paesi come il Portogallo, la Giordania e la Mauritania erano stati ammessi pur non avendo uno sbocco sul Mediterraneo).

Le obiezioni si concentravano sul fatto che molti dei paesi esclusi dal progetto ricevono dall’Unione Europea più aiuti finanziari di quanto essi versino in termini di contributi all’Unione stessa. Essi perciò temevano che questi aiuti sarebbero andati ai paesi mediterranei invece che a loro!

Il presidente francese ha così suggerito che i paesi del Baltico fossero considerati al pari dei paesi del Mediterraneo, e che fossero di conseguenza inseriti nella nuova Unione come membri a pieno titolo, mentre gli altri paesi europei sarebbero stati considerati come paesi osservatori. Tuttavia il cancelliere tedesco Angela Merkel si oppose ancora una volta, chiedendo di inserire tutti e 27 i membri dell’UE nell’Unione Mediterranea su una base di uguaglianza, e di cambiare il nome della nuova Unione in quello di ‘Unione per il Mediterraneo’, sulla base del fatto che essa non era più limitata ai soli paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

L’opposizione araba
Quando il progetto è stato sottoposto alla 15ª riunione ministeriale del Forum Mediterraneo che comprende 11 paesi europei ed arabi nordafricani (Algeria, Egitto, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Malta, Tunisia, Turchia, Libia in qualità di presidente di turno dell’Unione del Maghreb Arabo, e Slovenia in qualità di presidente di turno dell’Unione Europea), l’Algeria ed altri paesi arabi hanno espresso le proprie riserve poiché il progetto include Israele, che continua ad uccidere e a scacciare i palestinesi dalle loro terre, in un conflitto che è in atto ormai da 60 anni. L’Algeria e la Libia hanno manifestato la propria perplessità a partecipare alla riunione che si terrà a Parigi verso la metà di luglio, a cui dovrebbero prendere parte i paesi che entreranno nell’Unione per il Mediterraneo, compreso Israele.

Al vertice arabo tenutosi a Tripoli il 10 giugno scorso, il leader libico è stato chiaro a questo proposito, annunciando di opporsi al progetto francese, alla presenza dei leader di Algeria, Tunisia, Marocco, Mauritania e Siria. Egli ha affermato che “noi paesi membri della Lega Araba e dell’Unione Africana non ci arrischieremo in nessun caso a frammentare l’unità araba, o l’unità africana. I nostri partner europei devono comprenderlo chiaramente. Se l’Europa vuole stabilire una cooperazione con noi, deve farlo attraverso al Lega Araba e l’Unione Africana, poiché noi non accettiamo che l’Europa tratti soltanto con una parte di questi paesi”.

Il netto rifiuto di questo progetto da parte di alcuni leader arabi deriva dal fatto che essi hanno una chiara visione dei veri obiettivi del progetto che si nascondono dietro l’apparente dimensione economica. A ciò bisogna aggiungere la posizione della Turchia la quale, per bocca del suo ministro degli esteri, ha affermato che i dettagli del progetto non sono ancora chiari, e che di conseguenza Ankara non ha ancora deciso se aderire o meno.

Imporre il dominio attraverso una partnership franco-americana
Il progetto di ‘Unione per il Mediterraneo’ è considerato un edificio fondato sul processo di Barcellona, che dovrebbe riunire 39 stati e 750 milioni di abitanti. Diversi studi suggeriscono inoltre che vi sarebbe un accordo franco-americano per la spartizione delle rispettive sfere di influenza, attraverso una partnership che dovrebbe ricucire la frattura consumatasi tra la Francia e gli Stati Uniti in occasione dell’invasione dell’Iraq, e che allo stesso tempo dovrebbe prendere il posto del fallito progetto americano di ispirazione ‘sionista’ noto con il nome di ‘Grande Medio Oriente’.

Fra i principali obiettivi del progetto vi è quello di aprire la strada alla normalizzazione dei rapporti con Israele, che sarà partner nelle iniziative promosse dall’Unione per il Mediterraneo. Queste iniziative permetteranno allo stato ebraico di stabilire una presenza all’interno dei paesi arabi del Mediterraneo, a livello economico, della sicurezza, ecc..

Quanto alla Francia, la quale si è trovata nell’impossibilità di esercitare un’influenza sui paesi che hanno fatto recentemente il proprio ingresso nell’Unione Europea, essa ambisce a consolidare una supremazia strategica in aree ed essa più vicine – ovvero nell’area mediterranea.

La Francia, come gli Stati Uniti, non nasconde la propria preoccupazione per l’infiltrazione cinese e indiana nella regione. Se questa infiltrazione, ed in particolare quella cinese, è riuscita a stabilire una presenza in alcune ex colonie francesi dell’Africa, la Francia ha interesse a impedire che tale presenza si affermi anche nella regione mediterranea del continente africano, che è ricca di fonti energetiche e si trova al centro di importanti rotte commerciali, oltre a costituire un grande mercato per i prodotti francesi.

Sarkozy, che i mezzi di informazione hanno paragonato ad un venditore ambulante che va con la sua valigetta a presentare i propri progetti agli arabi, intende realizzare questa sua idea con ogni mezzo, compresi quegli incentivi e quei progetti economici che egli ha offerto a tutti i leader ai quali ha fatto visita. Riuscirà nel suo intento? Oppure questo progetto farà la stessa fine di quello del ‘Grande Medio Oriente’, in una regione resa instabile dalla presenza di Israele, dalle guerre di Bush, e dal fatto di possedere quelle fonti di energia a cui molti ambiscono?

Zakarya Shahin è uno scrittore e giornalista palestinese

Titolo originale:

الاتحاد من اجل المتوسط: طموح الساسة.. ومصالح الدول

Leave a Reply

Disclaimer & Copyright (italiano - english)
serverstudio web marketing e design con kifulab