13/07/2008
In occasione del vertice dell’Unione per il Mediterraneo, ci siamo rivolti all’ambasciatore egiziano a Parigi – Nasser Kamel – per far luce sugli obiettivi del vertice, sulle contraddizioni a cui il nuovo progetto mediterraneo deve dare risposta, e sulla posizione egiziana rispetto ad esso.
Domanda: Quali sono i nuovi elementi che caratterizzano l’iniziativa dell’Unione per il Mediterraneo?
Risposta: L’iniziativa suggerisce nuovi principi per il processo di cooperazione euro-mediterranea, che rappresenteranno un grosso passo in avanti nell’indirizzare questo processo ed i suoi risultati. Tale iniziativa in un primo momento si concentra sulla necessità di dare peso politico alla cooperazione euro-mediterranea, organizzando ogni due anni un vertice nel cui ambito i leader dei paesi mediterranei discuteranno i modi per risolvere i problemi che ostacolano il cammino di questa cooperazione, e si accorderanno sui passi da compiere per sostenere questo cammino e dargli ulteriore impulso. A ciò bisogna aggiungere le riunioni a livello dei ministri degli esteri e dei ministri dei diversi settori interessati che si terranno nell’ambito di questa iniziativa. In secondo luogo, l’Unione per il Mediterraneo si fonda su una ‘proprietà condivisa’, che trova espressione nel principio della presidenza comune fra il sud e il nord del Mediterraneo, oltre che nella creazione di un segretariato comune che avrà il compito di seguire i progetti. Ciò porrà i paesi della sponda sud su un piano di parità con i paesi europei nel dirigere la cooperazione euro-mediterranea, a differenza della cornice tradizionale che governa i rapporti fra l’Europa e la regione mediterranea, la quale, con il passare del tempo, ha trasformato i paesi del sud in semplici punti di raccolta di aiuti e finanziamenti, che non godono di una capacità reale di dare impulso alla cooperazione. Infine, l’Unione per il Mediterraneo si distingue per una caratteristica nuova, quella di proporre progetti ben delimitati la cui realizzazione si prefigge di promuovere gli sforzi in direzione di uno sviluppo sostenibile nei paesi del Mediterraneo meridionale, e di rafforzare la cooperazione fra le due sponde del Mediterraneo in tutti i settori, attraverso la ricerca delle risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione.
D: Che significato ha la decisione di designare alla presidenza dell’iniziativa, per conto degli stati del Mediterraneo meridionale, il presidente del nostro paese?
R: Tutti gli stati che hanno preso parte a questa iniziativa si sono mostrati d’accordo sulla designazione del presidente Mubarak alla guida dell’iniziativa per conto dei paesi della sponda sud, alla luce del peso politico di cui il nostro presidente gode a livello regionale ed internazionale, oltre che dei buoni rapporti che egli intrattiene con tutti i leader dei paesi mediterranei e dei paesi europei. Gli stati che hanno preso parte all’iniziativa hanno espresso la convinzione che il presidente egiziano sia il più adatto, per la sua esperienza e la sua capacità di giudizio, a guidare questa iniziativa nella sua fase iniziale, affinché si realizzino tutti gli obiettivi prefissati al fine di rafforzare la cooperazione fra le due sponde del Mediterraneo e di realizzare l’aspirazione dei loro popoli ad un futuro migliore.
D: Ma per quale ragione la cooperazione con l’Unione Europea ha acquisito questa importanza per l’Egitto?
R: Negli ultimi anni la cooperazione fra l’Egitto e l’Unione Europea ha registrato una crescita continua, nella cornice dell’applicazione dell’accordo di associazione e dell’attuazione della politica europea di vicinato. Ciò ha portato all’aumento degli investimenti europei in Egitto; i paesi europei sono ormai fra i maggiori partner commerciali del nostro paese, al punto che le stime indicano che la crescita del tasso di sviluppo in Egitto è dovuta in gran parte all’interessamento del nostro paese a sostegno del processo di integrazione economica e del rafforzamento della cooperazione commerciale con l’Unione Europea, soprattutto visto che l’Egitto ha compiuto grandi progressi nel processo di riforma economica, che gli hanno permesso di partecipare a pieno titolo a questa cooperazione, e di ottenere da essa ulteriori vantaggi. Nel mondo di oggi assistiamo all’emergere di grandi blocchi economici come il NAFTA (North American Free Trade Agreement) e l’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations), e di conseguenza è necessario concentrarsi sull’integrazione economica nella cornice del Mediterraneo, e lavorare alla nascita di una zona euro-mediterranea di libero scambio entro il 2010, affinché questa regione possa consolidare la propria posizione nel panorama internazionale a fianco degli altri blocchi.
D: Secondo lei, come può contribuire l’Unione per il Mediterraneo alla realizzazione di questi obiettivi?
R: L’Unione per il Mediterraneo deve lavorare per sanare gli squilibri strutturali esistenti fra il nord e il sud del Mediterraneo, il maggiore dei quali è rappresentato dall’esiguità degli investimenti europei diretti verso i paesi della sponda sud. Tali investimenti ammontano ad appena il 2 % del volume degli investimenti esteri complessivi dell’Europa, laddove gli Stati Uniti indirizzano verso il Messico e gli altri paesi dell’America centrale il 20 % del volume totale dei loro investimenti esteri, ed il Giappone indirizza il 18 % dei suoi investimenti verso i paesi del Sudest asiatico. Non vi è dubbio che il calo degli investimenti europei rivolti verso il Mediterraneo aggravi i problemi che questa regione deve affrontare, come la povertà, la disoccupazione, l’estremismo, l’emigrazione clandestina. Tutto ciò fa del progetto di Unione per il Mediterraneo un bel sogno che noi aspiriamo a realizzare per ridurre il divario – che sta diventando incolmabile – fra nord e sud.
Intervista condotta da Hazem Fouda
Titolo originale:
سفير مصر في فرنسا:
فرصة لمعالجة الاختلالات بين الشمال والجنوب




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