A dieci giorni dalla conclusione del vertice di Parigi che ha lanciato l’Unione per il Mediterraneo, sulla stampa araba e mediorientale se da un lato prevalgono le perplessità sul futuro di questo nuovo organismo, dall’altro spicca una certezza: la Francia è nuovamente intenzionata a giocare un ruolo nel Mediterraneo ed in Medio Oriente.
La riabilitazione del presidente siriano Bashar al-Assad a livello internazionale, l’annuncio della prossima instaurazione di rapporti diplomatici fra Damasco e Beirut, ed il recupero all’ultimo minuto della partecipazione di Ankara, che in questo momento sta conducendo un’importante mediazione fra la Siria e Israele, lasciano pensare che Parigi intenda svolgere una parte importante nel Vicino Oriente arabo, un’area in cui la Francia ha esercitato una tradizionale influenza in virtù del suo passato coloniale.
L’altra area su cui si concentrano gli interessi francesi è il Nordafrica, dove però la gestione delle reciproche rivalità fra Marocco, Algeria e Tunisia nell’ambito della neonata Unione per il Mediterraneo non ha fino a questo momento trovato una risposta chiara e risolutiva.



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