Sarkozy e la Turchia: un rapporto enigmatico

17/07/2008

Le relazioni della Francia con la Turchia si sviluppano in linea con l’atteggiamento generale del presidente Nicolas Sarkozy. Un giorno egli è coerente e tollerante, il giorno dopo è teso e bellicoso.

Le idee inesauribili e la sconfinata energia del presidente francese stanno diventando estenuanti per noi come per i francesi. L’ultimo esempio di questo umore perennemente instabile si è manifestato poco prima del vertice dell’Unione per il Mediterraneo a Parigi. La Turchia ha sempre guardato questo progetto in maniera ostile, poiché Ankara sospetta che Sarkozy abbia creato questo meccanismo per allontanare la Turchia dall’adesione all’UE. Per di più, l’ultimo – ed estremamente dibattuto – emendamento costituzionale ha indispettito chiunque, visto che sembra imporre ai francesi un referendum per l’approvazione dell’eventuale adesione piena della Turchia all’Europa.

Per questa ragione alcuni dei nostri diplomatici avevano scoraggiato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan dal prendere parte a questo vertice. Tuttavia, improvvisamente è cambiato il vento. Sarkozy in persona ha chiamato Erdogan per rassicurarlo. Egli ha detto che questo progetto non avrebbe mai impedito alla Turchia di aderire all’UE. Inoltre, alcune frasi che non piacevano alla Turchia sono state estromesse dal comunicato che avrebbe dovuto concludere il vertice.

Ankara è stata rassicurata sul fatto che la Francia non avrebbe compiuto alcun passo contro la Turchia durante il periodo della sua presidenza semestrale dell’UE. Quasi contemporaneamente, il parlamento francese sostituiva l’emendamento costituzionale sul ‘referendum’ con una formula meno preoccupante per Ankara. Tutti questi sviluppi concomitanti hanno aiutato Sarkozy a convincere personalmente Erdogan a prendere parte al vertice.

L’incontro di Parigi sull’unione mediterranea di 44 paesi, il progetto prediletto di Sarkozy (a cui è stato attribuito il nomignolo di ‘Club Med’), si è tenuto in un’atmosfera più positiva di quanto ci si potesse aspettare. Erdogan ha fatto la scelta giusta decidendo di essere presente all’incontro. Non avrebbe avuto senso non seguire questo progetto che – secondo quanto si dice – la Francia avrebbe avviato in primo luogo per soddisfare il proprio ego.

Come si può vedere, potrebbe sembrare che le relazioni franco-turche si stiano normalizzando. Ma è impossibile dire quanto durerà questa nuova situazione. Domani, Sarkozy potrebbe tirar fuori una nuova idea per infastidire la Turchia. Fino ad allora, tuttavia, sembrerebbe che possiamo permetterci di rilassarci un po’. Aspettiamo, e vediamo se Erdogan sarà capace di tranquillizzare Sarkozy sul medio e lungo periodo, ed a convincerlo che l’adesione della Turchia andrà a vantaggio, invece che a danno dell’Europa.

Mehmet Ali Birand è un noto analista e commentatore turco; ha collaborato con tutti i maggiori quotidiani della stampa turca; il testo qui proposto è estratto da un articolo che si concentra sulla situazione politica interna della Turchia

Titolo originale:

Three viewpoints within the military

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