Il mondo sotterraneo di Gaza

26/10/2008

Al confine tra Gaza e l’Egitto è sorto un vero e proprio mondo sotterraneo, una rete di tunnel attraverso la quale beni di prima necessità, come i generi alimentari e le medicine, giungono all’interno della Striscia soffocata dal blocco economico e commerciale. Questi passaggi sotterranei rappresentano l’unico sbocco all’esterno su cui gli abitanti di Gaza possono contare con una certa continuità – racconta il corrispondente palestinese Saleh al-Naami. Ma in queste gallerie è molto facile trovare la morte

Gaza – Il camionista non mostra molta pazienza, e suona generosamente il clacson quando un carro trainato da un asino gli ostruisce il passaggio. Appena la strada è libera, il camion va rapidamente a parcheggiarsi in un’area nascosta da mucchi di sabbia e tende. Quando il camion si è fermato, alcune persone emergono da una delle tende e corrono a caricare l’autocarro con casse di legno. Dopo poco più di un’ora il camion è pieno, e pronto a dirigersi a nord.

Questo è solo uno dei camion che trasportano merci di contrabbando provenienti dall’Egitto, attraverso i passaggi sotterranei. Una volta riempiti, proseguono per la città di Rafah e poi per Gaza, ai magazzini dei principali commercianti. I mucchi di sabbia disseminati in tutta l’area provengono dai tunnel che vengono scavati sotto il confine tra l’Egitto e la Striscia di Gaza. E’ pieno di camion diretti verso il confine per trasportare merci. Dietro i muri delle case situate vicino al confine, centinaia di persone scavano questi tunnel usando generatori e carrucole per asportare la sabbia. I tunnel vengono scavati ad una profondità approssimativa di 18 metri, e sono lunghi non meno di un chilometro. Con l’aiuto di carrucole azionate da generatori elettrici, le merci vengono contrabbandate dall’Egitto nella Striscia di Gaza attraverso questi passaggi sotterranei.

Di tanto in tanto qualcuno emerge da un tunnel con i vestiti bagnati, a causa dell’umidità presente all’interno di queste gallerie. Salim, 24 anni, scava tunnel per vivere. Prima lavorava come operaio edile. Ha smesso di lavorare nel settore della ricostruzione a causa dell’assedio israeliano, che impedisce al cemento e ad altri materiali da costruzione di entrare nella Striscia di Gaza. Salim ci ha detto che malgrado i pericoli reali a cui è esposto in questo tipo di lavoro, non ha altra alternativa che quella di lavorare come scavatore di tunnel per sostenere la sua famiglia composta da sette persone.

Ultimamente il numero delle persone che sono morte a causa dei crolli nelle gallerie è aumentato in maniera significativa. Hamdan, un uomo di 35 anni che scava tunnel di mestiere, ci ha detto che il numero dei passaggi sotterranei è cresciuto enormemente da quando il blocco israeliano si è intensificato, dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza. Egli ritiene che ormai i tunnel siano circa 1.100, e pensa che questo numero così elevato porterà al crollo di molti di essi. Hamdan ci ha poi spiegato che le merci che vengono contrabbandate attraverso i tunnel includono medicine, latte per bambini, generi alimentari, pezzi di ricambio per auto, carburante e vestiti. Secondo quanto afferma, oltre 1.400 persone lavorano come scavatori di tunnel. Alcune di queste persone possono arrivare a guadagnare 1.900 dollari al mese.

Hamdan ha aggiunto che questi lavoratori “mettono a rischio la propria vita”, a causa dei crolli che possono verificarsi in ogni momento durante gli scavi. Inoltre, la maggior parte di questi passaggi sotterranei è di proprietà delle famiglie di Rafah, dove questo tipo di commercio è considerato l’unica fonte di reddito. I proprietari dei tunnel lavorano in pieno coordinamento con i commercianti. E’ sulla base delle richieste di questi ultimi che viene deciso quale tipo di prodotti contrabbandare. In effetti, alcuni proprietari di tunnel si specializzano nel contrabbando di certi prodotti. Secondo alcune fonti, 36 persone sono rimaste finora uccise, quest’anno, a causa dei crolli nelle gallerie o delle folgorazioni dovute alle scosse elettriche accidentali.

Alcune organizzazioni palestinesi per la difesa dei diritti umani, ed alcuni membri del consiglio legislativo palestinese, hanno evidenziato che per scavare questi tunnel vengono utilizzati anche lavoratori minorenni, talvolta al di sotto dei 16 anni, alcuni dei quali sono morti a seguito di qualche crollo. Questi minori vengono ampiamente utilizzati perché ricevono un salario ridotto rispetto agli adulti. Secondo le osservazioni che abbiamo fatto, ed anche in base ad alcune testimonianze, sembra che le donne non giochino alcun ruolo nello scavo dei tunnel. Come hanno sostenuto molte persone all’interno della Striscia di Gaza, scavare gallerie è diventato un modo per guadagnare denaro rapidamente, visto che i proprietari dei tunnel acquistano prodotti in Egitto e altrove a prezzo ridotto e li rivendono al doppio agli abitanti di Gaza, senza dover rendere conto a nessuno ed in assenza di qualsiasi supervisione.

Nella Striscia di Gaza, i proprietari dei tunnel e le autorità egiziane sono accusati di essere responsabili del crollo delle gallerie. Recentemente è nato un gruppo che si è dato il nome di ‘Associazione per le famiglie delle vittime dei tunnel’. Di tanto in tanto questo gruppo emette dei comunicati in cui attribuisce all’Egitto la responsabilità delle morti nei passaggi sotterranei, poiché l’Egitto ha chiuso il valico di Rafah, obbligando i palestinesi a ricorrere all’uso di questi passaggi. Il gruppo ha anche accusato le autorità egiziane di far saltare in aria i tunnel causando la morte di molte persone che lavorano agli scavi.

Alcuni membri del consiglio legislativo ed alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani ritengono i proprietari dei tunnel in larga parte responsabili dei crolli, ed accusano il governo del primo ministro Ismail Haniyeh di non essere riuscito a prendere le misure necessarie per prevenire ulteriori incidenti mortali.

A seguito di tali pressioni, il governo ha preso alcune misure a questo riguardo. In base a questi provvedimenti, i proprietari dei tunnel sono obbligati a pagare un risarcimento per ogni lavoratore che muore a seguito di uno di questi crolli. I proprietari dei tunnel si sono anche impegnati a non impiegare minori, ed a prendere le necessarie misure di sicurezza.

Khalil Abu Shammala è il direttore della ‘Al Dameer Association for Human Rights’ a Gaza. Egli ha duramente criticato il governo di Ismail Haniyeh, affermando che, malgrado la necessità di questi tunnel – alla luce del perdurante blocco a cui il popolo palestinese è sottoposto – ciò non significa che il governo si possa sottrarre alle sue responsabilità nei confronti delle persone che sono rimaste uccise nelle operazioni di scavo.

Abu Shammala ci ha riferito che il governo di Haniyeh ha obbligato i proprietari dei tunnel ad ottenere una licenza dall’amministrazione comunale per la fornitura di energia elettrica alle gallerie, e non una licenza per scavare tali gallerie, come alcuni hanno sostenuto. Egli ci ha spiegato che l’amministrazione comunale rifornisce i tunnel di elettricità.

Abu Shammala ha affermato che il governo Haniyeh ha obbligato i proprietari dei tunnel a pagare una ‘assicurazione’ all’amministrazione municipale di Rafah, che dovrebbe servire a coprire i risarcimenti nei confronti dei lavoratori rimasti feriti nelle operazioni di scavo. Secondo Abu Shammala, i rappresentanti del governo riscuotono delle tasse sulle merci contrabbandate. Un funzionario all’entrata di ciascun passaggio sotterraneo riscuote un’imposta su ogni cassa che emerge dal tunnel. Inoltre, i funzionari controllano il contenuto delle casse per accertarsi che non contengano droga.

Abbiamo cercato di contattare alcuni funzionari del governo Hamas, in particolare Ismail Mahfouz, il viceministro delle finanze, e Tahir al-Nunu, il portavoce del movimento, ma senza successo.

Ismail al-Ashqar, membro del consiglio legislativo e presidente della commissione per la sicurezza, ci ha detto che i tunnel sono il risultato della realtà insostenibile che i palestinesi stanno sopportando nella Striscia di Gaza sotto l’oppressione dell’assedio israeliano. Egli ha sottolineato che nessuno considera legale lo scavo delle gallerie. Tuttavia, alla luce dell’assedio mortale che viene praticato contro i palestinesi, la gente è obbligata a fare cose di questo genere per garantirsi la sopravvivenza, visto che è attraverso questi tunnel che i generi alimentari di base e le medicine entrano a Gaza. “Quando una persona malata muore perché non ci sono medicine a causa dell’assedio, da un punto di vista morale è compito del popolo palestinese trovare una soluzione con qualsiasi mezzo, compreso l’uso dei tunnel”.

Al-Ashqar ha affermato che molte morti all’interno dei tunnel sono causate dalle esplosioni provocate dalle autorità egiziane con il coordinamento degli americani. Egli ha aggiunto che i proprietari dei tunnel non applicano le misure di sicurezza, e che le persone più giovani vengono sfruttate perché hanno bisogno di soldi a causa dell’alto tasso di disoccupazione. Esse soffrono delle dure condizioni di lavoro all’interno delle gallerie.

Al-Ashqar ha poi detto che alcuni proprietari di tunnel non fanno uso di materiali di isolamento per prevenire i crolli. Inoltre, i collegamenti elettrici non vengono ispezionati nel corso degli scavi, e ciò ha causato casi di folgorazione mortali. Egli ha affermato che sebbene il governo non abbia alcun legame con i tunnel, la commissione per la sicurezza lo ha invitato ad adottare severi provvedimenti per impedire altre morti in futuro.

Dal canto suo, il portavoce del ministero degli interni del governo Hamas, Ehab Ghussen, ha affermato che i tunnel sono una reazione naturale al blocco israeliano che sta punendo il popolo palestinese. Egli ha sottolineato che, da un punto di vista morale, nessuno ha il diritto di chiedere ai palestinesi di smettere di scavare gallerie, visto che essi cercano di sopravvivere all’assedio. Ghussen ha invitato le autorità egiziane a porre fine alle operazioni che fanno saltare in aria i tunnel, che sono portate avanti dagli egiziani in collaborazione con gli americani. Egli ha esortato le autorità egiziane a non cedere alle pressioni degli israeliani e degli americani.

Ghussen sostiene che rientra nei diritti dei palestinesi compiere tutti i passi necessari per vincere l’assedio oppressivo che l’America ed Israele stanno imponendo al popolo palestinese con l’assenso degli arabi e dell’Autorità Palestinese. Egli ritiene che gli scavi delle gallerie cesseranno non appena l’assedio sarà tolto. Ghussen ha invitato i paesi arabi, ed in particolare l’Egitto, ad intervenire per porre fine all’assedio affinché non vi sia più necessità di scavare questi tunnel.

Yahya Musa, un esponente di spicco di Hamas, ha affermato che chiunque viva nelle difficili circostanze che oggi stanno attraversando i palestinesi non avrebbe altra scelta che quella di scavare tunnel per assicurare le necessità primarie. Musa ha anche posto l’accento sulla necessità di combattere il fenomeno dell’impiego di minori nello scavo di questi passaggi sotterranei.

Dal canto suo, Abu Shammala ha affermato che vi sono prove evidenti del fatto che il governo egiziano chiude un occhio sullo scavo dei tunnel, ed ha fermamente negato che le autorità egiziane siano responsabili del crollo delle gallerie. Egli ha aggiunto che le autorità egiziane sono a conoscenza di ciascun passaggio sotterraneo, e che se l’Egitto volesse, potrebbe porre fine al contrabbando di merci semplicemente impedendo che i prodotti vengano trasportati nella regione di confine, piuttosto che chiudendo i tunnel.

Saleh al-Naami è un giornalista palestinese; è corrispondente da Gaza per diversi giornali arabi, tra cui il settimanale  egiziano al-Ahram Weekly, ed il quotidiano saudita  al-Sharq al-Awsat

Titolo originale:

Gaza’s Underground World

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