by Hasna Yacoub
Published in Analisi & Reportages,
on 11/12/2008
Country: Algeria,
Website: La Tribune,
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11/12/2008

L’Algeria è un importante punto di snodo del traffico di droga che dal Marocco e da altri paesi dell’Africa è diretto in Europa. Questa attività illecita si intreccia con il traffico di armi e con le attività legate al terrorismo. Un altro dato preoccupante è che  l’Algeria si avvia a trasformarsi, da semplice paese di transito, a paese “consumatore” di sostanze stupefacenti

I narcotrafficanti non fanno differenza tra traffico di droga, contrabbando di sigarette, soldi falsi, riciclaggio di denaro, corruzione, immigrazione clandestina e terrorismo. In Algeria, le indagini dei servizi di sicurezza hanno stabilito chiaramente i legami tra i narcotrafficanti, i trafficanti di armi ed il terrorismo.

Abdelmalek Sayeh, direttore generale dell’Ufficio nazionale per la lotta contro la droga e la tossicodipendenza (ONLDT), ha confermato il 1° dicembre scorso questa informazione, a margine dei lavori della quinta riunione della rete mediterranea per la cooperazione nel campo della lotta contro la droga (MedNET), ed ha ugualmente precisato che “in Algeria, esiste una connessione tra queste tre reti e quella del riciclaggio di denaro. Un’intensa attività di questi trafficanti si è registrata nei paesi del Sahel”.

Sayeh ha annunciato anche che l’Algeria, che va incontro ad un rischio reale a causa della sua pericolosa evoluzione da “paese  di transito” a “paese consumatore”, ha registrato fino a settembre del 2008, il sequestro di più di 18 tonnellate di droga e di più di 900.000 compresse di psicofarmaci, e “tale quantità potrà arrivare fino alle 23 tonnellate da qui alla fine dell’anno. Queste premesse lasciano intravedere un’evoluzione molto pericolosa, anche se il 40% di questa quantità non fa che transitare attraverso il paese”.

Infatti, secondo il direttore dell’ONLDT, di fronte all’inasprimento delle misure contro i narcotrafficanti, questi ultimi si riversano sul mercato algerino per smaltire la propria mercanzia.  Sayeh non ha omesso di ricordare che la maggior parte della droga che circola in Algeria è introdotta dall’estero, soprattutto attraverso le frontiere occidentali  del paese: “La cannabis transita attraverso l’Algeria ed è destinata a raggiungere l’Europa, attraverso i grandi porti algerini. La regione occidentale del paese è quella maggiormente interessata dal traffico [il 48%]. Al secondo posto troviamo Algeri e Blida. Bisogna riconoscere che uno dei paesi vicini dell’Algeria (il Marocco (N.d.T.) ) è considerato come il più grande produttore di cannabis, coprendo il 60% della produzione mondiale”.

Sayeh ritiene che oltre alla circolazione di cannabis su vasta scala, il rischio dell’afflusso di cocaina sul mercato algerino diventa sempre più incalzante: “Più di 22 kg di cocaina sono stati sequestrati in Algeria nel 2007”. Secondo Sayeh, è più facile far transitare piccole quantità di cocaina – molto più redditizie dal punto di vista economico – che tonnellate di cannabis. “Sapendo che le imbarcazioni provenienti dall’Algeria non sono generalmente ritenute sospette in Europa, i narcotrafficanti cominciano ad utilizzare i nostri porti per far transitare la loro merce. Il rischio, come ho spiegato, è di assistere ad un aumento dell’afflusso di questa merce a livello locale”.

Quasi 22.000 persone, tra tossicodipendenti e trafficanti, vengono condannate ogni anno, ha fatto notare il direttore dell’ONLDT, aggiungendo che circa il 10% dei tossicodipendenti ha un’età compresa tra i 10 ed i 15 anni, e l’80% tra i 16 ed i 35. Queste cifre rimangono approssimative in attesa dell’indagine che sarà realizzata dall’ONLDT. Inoltre, sarà più agevole avere delle statistiche dopo che sarà stata completata l’apertura, tra la fine del 2008 e gli inizi  del 2009, di 15 centri di recupero, di 53 centri di intermediazione per le cure esterne e di 185 cellule di accoglienza e di orientamento (in tutti i settori sanitari), la cui realizzazione è stata lanciata nel contesto della politica nazionale di lotta contro la droga e la tossicodipendenza, ed ha richiesto un budget di 3 miliardi di dinari algerini (oltre 35 milioni di euro (N.d.T.) ).

Ricordiamo, infine, che la riunione della rete MedNET si è conclusa con l’adozione di una bozza del programma di lavoro dei paesi membri per l’anno 2009. La rete include Algeria, Libano, Marocco, Tunisia, Spagna, Francia, Italia e Portogallo. L’ordine del giorno di questa riunione si è concentrato sulle discussioni  e sulla valutazione del resoconto relativo all’attività dei membri della rete durante l’anno 2008.

MedNET è stata lanciata nel maggio del 2006 per promuovere la cooperazione e il reciproco scambio di conoscenze in questo campo tra i paesi del Nordafrica e i paesi europei, ed anche all’interno degli stessi paesi del Nordafrica.

Hasna Yacoub è una giornalista algerina
Titolo originale:

La connexion entre les réseaux de drogue, d’armes et le terrorisme établie en Algérie

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