14/07/2009
Malgrado il drammatico episodio della scorsa settimana, che ha senza dubbio inferto un duro colpo alla sua immagine nel mondo arabo, la Germania è, tra i paesi occidentali, fra quelli meglio posizionati nell’opinione pubblica araba. La ricercatrice Zoé Nautré cerca di analizzare le ragioni di questa relativa popolarità
***
Secondo un sondaggio recentemente effettuato dall’Università del Maryland e dalla società americana Zogby International, la popolarità della Germania nel mondo arabo è in crescita. Il sondaggio ha rivelato che ampi segmenti della società araba approvano un ruolo potenzialmente maggiore della Germania nella politica mondiale.
Il 23% della popolazione intervistata, in 6 Paesi arabi, ha sostenuto che, se dovesse esistere una sola superpotenza, dovrebbe essere la Germania (di fronte all’8% che ha indicato gli Stati Uniti, e al 14% che ha indicato la Cina).
Cosa rende la Germania un così popolare candidato ad una maggiore leadership negli affari mondiali? Gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali cosa possono imparare dalla popolarità della Germania per migliorare la gestione della loro politica estera?
Una risposta alla prima domanda può essere individuata nell’assenza di un passato coloniale tedesco nel mondo arabo, assieme ad una storia, lunga 60 anni, di non coinvolgimento negli affari degli altri Stati. Ad oggi, tutto ciò, rafforza la credibilità della Germania.
L’opposizione tedesca alla guerra in Iraq ha anch’essa accresciuto la fiducia degli arabi nella Germania come attore globale. In una regione in cui la gran parte dei cittadini avverte che la politica dei propri paesi è determinata dalle potenze straniere, la credibilità conta.
Negli ultimi anni, la politica estera della Germania nei confronti del mondo arabo è stata segnata dall’enfasi nei confronti del multilateralismo e del coinvolgimento estero attraverso mezzi civili, un metodo che potrebbe rappresentare un prezioso esempio per gli altri Paesi.
La Germania persegue i suoi obiettivi di politica estera quasi esclusivamente in ambiti multilaterali come l’Unione Europea, le Nazioni Unite, la NATO e il G8. L’impiego delle sue forze armate nella regione è principalmente limitato alle missioni di stabilizzazione delle Nazioni Unite, come la United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL) che comprende circa 220 soldati tedeschi. La Germania inoltre fornisce assistenza alla sicurezza, e al processo di ricostruzione, in Libano, in Iraq, nella Striscia di Gaza e nella West Bank. Inoltre, il lavoro delle fondazioni politiche tedesche nella regione (come le fondazioni Friedrich-Ebert, Heinrich-Böll, Konrad-Adenauer e Friedrich-Naumann), che spazia dal supporto ai sindacati fino ai corsi di formazione per gli Imam, è stato altamente apprezzato da un’ampia fascia di arabi impegnati politicamente.
Nel processo di pace in Medio Oriente, arabi e israeliani, allo stesso modo, riconoscono la Germania come un intermediario imparziale. A causa del suo debito storico nei confronti di Israele, la politica estera tedesca ha in genere sostenuto gli interessi israeliani. Tuttavia, un’opinione pubblica tedesca in gran parte favorevole alla causa palestinese, così come una politica estera equilibrata, hanno permesso alla Germania di diventare un partner affidabile per entrambe le parti. Il recente coinvolgimento tedesco nello scambio di prigionieri tra Hezbollah e Israele è un esempio delle capacità di mediazione della Germania.
Ma le politiche adottate non sono l’unica ragione di questa impressione positiva.
L’ingegneria tedesca, soprattutto nel settore delle attrezzature industriali e della produzione automobilistica, è ampiamente apprezzata e richiesta nel mondo arabo e, nel settore dell’istruzione, la Germania si classifica al secondo posto dopo la Francia tra le mete scelte per lo studio all’estero.
I tedeschi sono inoltre rispettati per il fatto di interessarsi all’arte islamica e alla storia del Medio Oriente. Il supporto allo sviluppo che la Germania offre alla regione spesso si concretizza nel restauro di città antiche, da Aleppo in Siria a Shibam nello Yemen, e nella salvaguardia dei monumenti, da quelli dell’antico Egitto a quelli risalenti al periodo islamico. Il museo archeologico tedesco al Cairo ne è un esempio. Questi progetti sono esemplificativi del sincero rispetto della Germania per la storia del Medio Oriente, che si aggiunge alla percezione positiva che gli arabi hanno di questo paese, come ha confermato il recente sondaggio a cui abbiamo accennato.
La Germania sembra avere poca ambizione a giocare un ruolo maggiore all’interno della regione. Di conseguenza, essa si trova in una posizione unica per continuare ad essere un credibile e apprezzato mediatore, investitore e amico del mondo arabo.
Un rispetto delle dinamiche storiche della regione, un’attenzione al multilateralismo negli affari mondiali, così come più forti legami culturali, educativi ed economici, sono utili strumenti nell’arte di governare.
Zoé Nautré è membro associato del German Council on Foreign Relations (DGAP); si occupa di riforme politiche nel mondo arabo, assistenza democratica e politica estera americana
Titolo originale:















Delicious