01/10/2009
Original Version: Iraqi general election and Kurdish fragility
In vista delle elezioni parlamentari irachene del prossimo gennaio, si sta infiammando il dibattito politico all’interno della regione autonoma del Kurdistan iracheno; al centro della discussione è la questione dell’unità politica dei curdi. Se i curdi si presenteranno alle elezioni con liste separate, saranno loro i principali perdenti – sostiene il giornalista curdo Azad Aslan
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Le elezioni parlamentari in Iraq sono previste per il gennaio del 2010.
Queste elezioni saranno di fondamentale importanza come lo furono quelle del 2005, le prime elezioni libere in Iraq dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein per mano dell’occupazione statunitense dell’Iraq nel 2003. Poiché gli attori politici arabi iracheni si stanno muovendo in direzione del nazionalismo arabo, e annunciano pubblicamente la loro intenzione di frenare qualsiasi conquista politica curda nella regione del Kurdistan, è necessario riflettere attentamente sulle future relazioni tra i curdi e Baghdad, e con l’Iraq nel suo complesso. E’ fondamentale sottolineare in questo contesto che la posizione dei curdi in Iraq è molto fragile, e che tutto ciò a cui i curdi hanno ambito, e che aspirano tuttora ad ottenere, dipende dall’unità politica e dalla strategia politica che essi saranno in grado di promuovere.
È molto ingenuo credere che l’Iraq si stia muovendo verso la democrazia, o che i contrasti politici già esistenti tra Baghdad e il Kurdistan possano essere risolti nel quadro dei principi democratici e della costituzione irachena. Sarà l’equilibrio di potere tra i curdi e Baghdad, nel contesto degli sviluppi politici internazionali e regionali, e il tipo di strategie politiche che i curdi potrebbero sviluppare, a determinare il futuro ruolo dei curdi in Iraq.
Benché la regione del Kurdistan sia parte integrante dell’Iraq e debba rispettare la costituzione irachena, in realtà il Kurdistan è un’entità politica separata e i suoi interessi non sono l’unità e l’integrità dell’Iraq, ma il fatto di avere e di continuare a sviluppare il proprio apparato e le proprie istituzioni politiche. L’unità tra l’Iraq e il Kurdistan può essere realizzata, almeno dal punto di vista degli interessi nazionali curdi, fintanto che i curdi tracciano i confini della loro peculiare identità, distinta da quella irachena. L’unico vincolo che dovrebbe legare l’Iraq e il Kurdistan è il pieno rispetto della costituzione irachena senza ulteriori ritardi e modifiche.
Gli attori politici del Kurdistan non possono agire come parte del corpo politico iracheno, ma in qualità di rappresentanti del Kurdistan inteso come entità politica separata, e devono operare per salvaguardarne l’attuale e la futura esistenza. Baghdad deve essere trattata come una capitale straniera in cui, a causa di condizioni storiche e politiche, i curdi hanno potere di rappresentanza al fine di proteggere gli interessi generali della nazione curda.
La partecipazione alle prossime elezioni parlamentari, pertanto, offre ai curdi un’occasione storica affinché venga garantito il loro ruolo in Iraq come rappresentanti del Kurdistan, e il modo migliore per farlo è quello di essere rappresentati alle elezioni come una voce unica. Il fatto di partecipare alle elezioni con una lista unica non risponde solo all’intenzione di rafforzare il potere curdo contro il nazionalismo arabo e gli intrighi arabi a Baghdad, ma è anche fondamentale per dimostrare che il Kurdistan è un’entità politica interamente separata da quella dell’Iraq.
Purtroppo, questa volta alcuni attori politici curdi ed alcune liste curde si stanno preparando a partecipare alle elezioni non con una lista comune, ma in liste separate che potrebbero essere rappresentate al parlamento iracheno. La lista Gorran, un gruppo scissionista nato da uno dei principali partiti curdi, l’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), ha insistito per partecipare alle elezioni con una lista separata e ha esortato tutti gli altri gruppi politici a fare lo stesso. Osman Banimarani, uno dei leader di Gorran, aveva in precedenza affermato che il suo gruppo “ha deciso inizialmente di partecipare alle prossime elezioni parlamentari e alle elezioni provinciali della regione del Kurdistan con una lista separata, ma rimane aperto ad alleanze con partiti curdi o iracheni a condizione che l’alleanza rientri negli interessi del popolo curdo “. Secondo Banimarani, “la pluralità di liste curde nel parlamento iracheno serve gli interessi curdi più di una lista unica, in quanto il blocco unico potrebbe essere colpito da provvedimenti esterni”.
Questa logica può essere vera in una certa misura, ma in ultima analisi riduce la questione nazionale curda ad una questione interna della politica irachena, e diminuisce il carattere distintivo del Kurdistan come entità politica separata. Partecipare alle elezioni parlamentari del Kurdistan nel luglio scorso è stata una buona decisione da parte di Gorran, in quanto ha creato una seria opposizione all’interno del parlamento del Kurdistan, un elemento necessario per il buon funzionamento della democrazia. Ma ripetere la stessa strategia alle elezioni irachene sminuisce l’importante contributo di Gorran alla politica curda.
Gorran avrebbe dovuto perseguire una politica di opposizione all’interno e di unità all’estero, al fine di rafforzare la democrazia in patria e la posizione curda a Baghdad. Una seria opposizione nel parlamento del Kurdistan è necessaria per controllare le politiche e le azioni dei governi, e per caricare l’esecutivo della responsabilità di un governo trasparente e democratico. Il movimento Gorran avrebbe potuto utilizzare la sua forte posizione all’interno del parlamento del Kurdistan per costringere gli altri gruppi e partiti di governo a sviluppare una strategia politica nazionale (SPN) per la lista comune da adottare nel parlamento iracheno.
Con una strategia politica nazionale (SPN), i rappresentanti curdi nel parlamento iracheno avrebbero una determinata struttura e una guida da seguire al fine di potenziare e proteggere in parlamento gli interessi nazionali curdi e le priorità della regione del Kurdistan iracheno. Partecipando alle elezioni con liste separate senza alcun accordo in materia di SPN, i rappresentanti curdi saranno soggetti al nazionalismo arabo e ai complotti internazionali e regionali contro il Kurdistan.
Decidendo di partecipare alle elezioni parlamentari dell’Iraq con una lista separata, la lista Gorran ha anche visto ridursi la sua credibilità e il suo ruolo di gruppo di opposizione serio e affidabile nel parlamento del Kurdistan. Ciò avrà un impatto negativo sullo sviluppo di un’esperienza democratica in Kurdistan.
Nonostante tutti i timori e le critiche dei curdi nei confronti del loro governo, quando si tratta di questioni nazionali, ai curdi sarebbe piaciuto essere considerati all’estero come una voce unica. Il risentimento curdo contro il nazionalismo arabo e le evidenti tendenze degli attori politici arabi è molto più forte del risentimento curdo contro il governo regionale del Kurdistan.
Coloro che in Kurdistan hanno votato a favore della lista Gorran e di altre liste minori volevano vedere un governo migliore e più efficace, con meno corruzione e malfunzionamenti. Ma questo non avrebbe dovuto essere interpretato come un via libera per dividere i curdi a Baghdad.
Partecipare con una lista separata alle elezioni parlamentari in Iraq potrebbe avere un impatto negativo sul successo di Gorran alle elezioni del Kurdistan. Il movimento Gorran potrebbe avere delle difficoltà, qualora non dovesse ottenere alle prossime elezioni irachene lo stesso successo avuto alle precedenti elezioni curde.
In ogni caso, se gli attori politici curdi si presentano alle elezioni irachene con liste separate, a prescindere dai risultati, i curdi saranno in definitiva i principali perdenti, in quanto il carattere di identità nazionale curda e il carattere distintivo del Kurdistan come entità politica separata verranno ciecamente integrati nell’identità irachena, e in un’entità politica irachena. Questo rappresenterà un durissimo colpo per il movimento nazionale curdo nel suo complesso.
Azad Aslan è un giornalista e politologo curdo; insegna presso la Salahaddin University di Erbil




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