Megaprogetti per migliorare le infrastrutture della Mecca

25/11/2009

Original Version: Improving Mecca’s infrastructure 

Ogni anno, milioni di musulmani si recano nella Città Santa dell’Arabia Saudita, la Mecca, per effettuare il pellegrinaggio (Hajj). La Grande Moschea della città è invasa dai pellegrini, e molti altri reclamano spazio a gran voce fuori dalle mura della moschea. Questa è una situazione che le autorità saudite sperano di cambiare attraverso un ambizioso progetto di ampliamento e di rinnovamento, in corso in tutta la città.

Al-Jazeera ha incontrato Osama Al-Bar, sindaco della Mecca, per discutere del progetto che prevede l’esborso di 125 miliardi di dollari nel corso dei prossimi 10 anni, al fine di espandere le infrastrutture della città e i luoghi santi.

Quali sono alcuni dei grandi progetti in corso nella città della Mecca?

Al-Bar: Voi sapete che la Mecca sta cambiando, o meglio ha iniziato un percorso di trasformazione negli ultimi due anni. Penso che il progetto che avrà l’impatto maggiore sulla città, nel prossimo futuro, sarà l’ampliamento della Moschea Sacra. Questo megaprogetto incrementerà la superficie di più di 400.000 metri quadrati.

La prima fase di questo progetto grandioso è stata completata con l’espansione di Al-Massa. Infatti, l’area di Al-Massa è stata raddoppiata, e sono aumentati anche i livelli. Tutto ciò migliorerà la situazione rispetto al passato. Ora la capacità di Al-Massa può superare i 100.000 pellegrini all’ora, cosa che contribuirà ad accogliere senza problemi un numero maggiore di pellegrini che compiono il Sa’i (l’atto di effettuare sette volte il giro intorno alle colline di Safa e Marwha).

Inoltre, sono in cantiere megaprogetti in ambito civile, a livello dei servizi pubblici e delle infrastrutture, e anche dei santuari sacri di Mina, Arafat e Muzdalifah. Quanto ai megaprogetti riguardanti le strade cittadine, gli alloggi e le infrastrutture, essi sono più di 40.

Come mai la Monarchia saudita si è sentita obbligata a ingrandire la moschea?

Al-Bar: Il problema è dovuto al fatto che l’Islam si sta espandendo sempre di più ovunque – sia lode a Dio – e il numero dei musulmani sta aumentando, e forse raddoppierà nel corso dei prossimi tre decenni, o qualcosa del genere. Anche la tecnologia dell’informazione e i mezzi di comunicazione si sono espansi in maniera spaventosa nel corso dell’ultimo decennio.

Il governo ha dovuto agire per accogliere tutte le persone – e sono sempre di più – che vengono alla Mecca per effettuare il pellegrinaggio e per compiere  la Umrah, il pellegrinaggio che viene svolto in qualunque momento dell’anno.

Come emerge dal reportage di Al-Jazeera sulla Mecca durante il pellegrinaggio, se si considera il numero di pellegrini e delle persone intorno alla moschea, in tutte le strade e nelle zone circostanti, allora ha senso espandere l’Al-Haram, la Moschea Sacra, e tutti i santuari di Al-Massa, Arafat, Mina e Muzdalifah.

Quali sono alcune delle sfide che dovete affrontare, avendo intrapreso così tanti progetti allo stesso tempo, come per esempio espandere la moschea e le infrastrutture ?

Al-Bar: Vi sono due difficoltà. La prima è come conciliare l’espansione delle infrastrutture, per accogliere sempre più persone, con il concomitante lavoro per l’espansione della Moschea Sacra e dei santuari sacri. Per fare ciò, vi è bisogno di più fondi per i progetti e le infrastrutture, che attirino l’attenzione del settore privato affinché esso collabori con quello pubblico allo sviluppo delle infrastrutture, delle strade, dei megaprogetti di alloggi come Jabal Omar o come la strada intitolata al Re Abdul Aziz, insomma quei megaprogetti che sono in corso di realizzazione alla Mecca. Questa è la prima sfida.

La seconda, penso sia collegata alla topografia della Mecca. La città stessa è costruita su vallate e colline elevate. Per questo c’è bisogno di competenze specifiche per i tunnel, e per definire il modo di gestire questa situazione. Per questo abbiamo pensato di sfruttare le diverse competenze straniere, in particolare provenienti dai nostri fratelli musulmani in Turchia e Pakistan, paesi che sono dotati di esperti in questo tipo di progetti ingegneristici.

Posso farle una domanda sul pellegrinaggio? Come lo vede tra 25 anni?

Al-Bar: Il pellegrinaggio è sempre lo stesso. La gente viene rispondendo direttamente alla chiamata del Profeta Abramo. Esso rappresenta il quinto pilastro dell’Islam, è il viaggio speciale di ogni musulmano. Ogni musulmano verrà sempre per vedere la Kaaba (il santuario più sacro dell’Islam), verrà sempre per fare il tawaf (l’atto di camminare intorno alla Kaaba per sette volte), per compiere il sa’i, o per andare al Monte Arafat nel nono giorno del mese di Dhul-Hijjah (il mese del pellegrinaggio).

Ecco perché questo viaggio speciale resterà sempre uguale a se stesso. Ciò che cambierà sarà a livello della superficie; ciò che cambierà saranno i mezzi di trasporto, saranno le cose che miglioreranno la situazione delle persone, che permetteranno di accoglierne di più, in un ambiente adatto ad effettuare il pellegrinaggio, a Dio piacendo, in sicurezza e buona salute.

A seguito di  tutti questi sviluppi alla Mecca, sono sorte alcune critiche secondo le quali la città starebbe perdendo un parte della propria storia, e forse starebbe diventando tutto un po’ troppo moderno. Pensate che questa critica sia giusta?

Al-Bar: Penso di no, perché l’area della Mecca dei tempi passati è da secoli sempre la stessa, quella della Moschea Sacra di oggi. Bisogna valutare come sia possibile accogliere più gente, più pellegrini diretti alla Mecca per rispondere al quinto precetto dell’Islam. Non è possibile farlo con queste strade così strette e queste aree storiche. Le cose più importanti sono la moschea sacra e il santuario sacro, e questi verranno mantenuti così come sono. La Kaaba verrà mantenuta così come è dai tempi del Profeta Abramo, da centinaia , migliaia di anni. Al-Massa è rimasta uguale, come pure le colline di Safa e Marwah, dalle quali Agar, la moglie del Profeta Abramo, e suo figlio Ismail sono venuti alla Mecca, e dove hanno cercato l’acqua; e anche Zamzam, il pozzo che si dice sia stato scoperto da Agar in cerca di acqua. Questo genere di cose verranno mantenute per secoli, a Dio piacendo, fino alla fine dei tempi.

Ma la situazione dovrebbe cambiare per la gente, grazie alla comodità dei servizi pubblici, dei mezzi di trasporto e degli alloggi. Come è possibile accogliere le persone in case vecchie, e aspettarsi che esse vi stiano al sicuro? Non è possibile. Per questo, si dovrebbe fare ciò che l’Arabia Saudita ha fatto lo scorso decennio e continuerà a fare, a Dio piacendo.

Avete una stima del costo di questi progetti?

Al-Bar: Abbiamo parlato, mi sembra, soltanto dei progetti degli ultimi due anni. Penso che la stima sia attorno ai 100 miliardi di riyal sauditi, 26,6 miliardi di dollari. Ciò di cui avremo bisogno, o meglio ciò che abbiamo intenzione di fare entro i prossimi 10 anni, penso si aggirerà intorno ai 500 miliardi di riyal sauditi. Stiamo parlando di circa 125 miliardi di dollari, o giù di lì, nel corso del prossimo decennio.

Nel prossimo decennio…per le infrastrutture?

Al-Bar: Sì, per le infrastrutture, per megaprogetti per gli alloggi, megaprogetti per i mezzi di trasporto, e megaprogetti per le strade e altri tipi di infrastrutture.

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