Una valutazione della posizione egiziana

14/01/2010

Original Version: Assessing Egypt’s position

Le azioni dell’Egitto a Gaza sono fonte di confusione ormai da qualche tempo. Quattro sono i fattori che determinano la politica estera del Cairo nei confronti della Striscia di Gaza:

1. Il trattato di pace israelo-egiziano, la cui difesa rappresenta una priorità chiave per la sicurezza nazionale egiziana.

2. Le preoccupazioni suscitate dal desiderio di Israele di trasferire la responsabilità della Striscia di Gaza sulle spalle dello stato egiziano, soprattutto alla luce del ritiro di Israele dalla Striscia e dei suoi tentativi di sbarazzarsi degli obblighi imposti dal diritto internazionale alla potenza occupante. 

3. Le preoccupazioni derivanti dal governo “di fatto” della Fratellanza Musulmana nella Striscia di Gaza, che pone un’ulteriore minaccia alla sicurezza nazionale egiziana. Questa minaccia è il risultato dei legami tra i Fratelli Musulmani a Gaza e l’organizzazione madre in Egitto, non riconosciuta dal governo, nonché dei rapporti privilegiati che legano la Fratellanza all’Iran, alla Siria e ad altre organizzazioni islamiste radicali in diverse parti del mondo arabo.

4. Il costante sforzo egiziano per porre fine al conflitto arabo-israeliano attraverso negoziati che porterebbero alla formazione di uno stato palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, evitando al contempo all’Egitto di prendere posizioni che possano contraddire il trattato di pace con Israele o che possano minacciare i suoi rapporti con gli Stati Uniti.

Questi fattori sono tutti connessi tra loro; in determinate circostanze alcune questioni diventano di suprema importanza, mentre in altre occasioni sono altre le questioni prioritarie. Tre sono i fattori dominanti più significativi in questo processo: primo, che la Striscia di Gaza ha un confine in comune con l’Egitto; secondo, che l’Egitto è uno dei principali attori del fronte arabo moderato; e terzo, lo storico rapporto tra Egitto e Palestina.

Il confine che lega l’Egitto alla Striscia di Gaza permette ai militanti di infiltrarsi nel Sinai per lanciare attacchi contro Israele dal territorio egiziano. Proprio come la Siria previene qualsiasi attacco contro Israele dal proprio territorio del Golan, malgrado lo storico rapporto fra il regime siriano e le innumerevoli organizzazioni radicali palestinesi e non solo, l’Egitto deve prevenire attacchi contro Israele sferrati dal territorio del Sinai.

La frontiera potrebbe creare un ulteriore elemento di destabilizzazione nel Sinai nel caso in cui i Fratelli Musulmani decidessero di cooperare su entrambi i lati del confine della Striscia. Queste preoccupazioni sono esacerbate dal fatto che lo speciale rapporto fra Hamas e l’Iran ha ora creato una presenza iraniana di fatto sui confini egiziani.

L’ Egitto considera la questione palestinese centrale non solo per la sua sicurezza nazionale, ma anche per le sue responsabilità regionali. Di conseguenza l’Egitto ha formulato una complessa politica su questa questione, basata sulla sua lunga esperienza passata.

Ciò che importa non riguarda l’esattezza o meno delle percezioni egiziane in merito, ma piuttosto la constatazione che la questione palestinese rappresenta il primo fattore che influenza le decisioni della politica di sicurezza nazionale egiziana. Sulla base di ciò, e siccome le politiche e le posizioni dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e dell’Autorità Palestinese coincidono con
quelle dell’Egitto, qualsiasi riconoscimento della legittimità del governo di Hamas contraddirebbe gli interessi egiziani. Ma siccome è l’unico modo per raggiungere i propri obiettivi nazionali, l’Egitto ha cercato in vari modi di promuovere l’unità politica palestinese, che comporterebbe in ultima istanza l’integrazione di Hamas nella struttura politica, permettendo così ai palestinesi di aderire ad una posizione comune, coerente con le realtà regionali e globali. 

La condotta di Hamas sul confine con l’Egitto rappresenta un’aperta sfida alle politiche egiziane. Un esempio di questo confronto è stata la sparatoria contro i soldati egiziani al confine con Gaza, che ha recentemente portato alla morte di uno di loro. Questo suggerisce che i leader di Hamas non siano in grado di comprendere la realtà della propria situazione, né la realtà della politiche egiziane.

Qualunque sia lo scenario, il risultato non favorirà Hamas, anche se gli stessi egiziani si sono trovati nelle condizioni di fare scelte difficili come quella di costruire un muro lungo il loro lato del confine con la Striscia di Gaza.

Per quanto riguarda la catastrofe umanitaria che sta coinvolgendo la popolazione di Gaza, la responsabilità non ricade sulle spalle del regime del Cairo (il quale del resto non avrebbe pietà per nessuno, qualora fosse minacciato), ma sulle spalle di coloro che valutano la situazione politica in maniera avventata e sconsiderata.

Hassan Khader scrive settimanalmente sul quotidiano al-Ayyam dell’Autorità Palestinese, che ha sede a Ramallah, sulle cui pagine è originariamente apparso questo articolo

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