23/01/2010
Original Version: Prophet Muhammad’s promise to Christians
In un momento in cui rinnovate tensioni sembrano sorgere fra cristiani e musulmani in diverse parti del mondo, l’accademico Muqtedar Khan ricorda la fondamentale comunanza di valori che caratterizza le due religioni, ed il messaggio di grande rispetto e tolleranza del Profeta Muhammad nei confronti del Cristianesimo
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Insieme, musulmani e cristiani rappresentano oltre il 50% del mondo. Se vivessero in pace, avremmo già percorso metà della strada che conduce alla pace nel mondo. Un piccolo passo che possiamo compiere per promuovere l’armonia islamo-cristiana è quello di continuare a raccontare storie positive, e astenerci dalla demonizzazione reciproca.
Io propongo di ricordare sia ai cristiani che ai musulmani una promessa che il Profeta Muhammad fece ai cristiani. Conoscere questa promessa può avere un impatto enorme sui comportamenti dei musulmani nei confronti dei cristiani. I musulmani in generale rispettano la tradizione del loro profeta, e cercano di metterla in pratica nella loro vita.
Nel 628 d.C., una delegazione del monastero di Santa Caterina venne dal Profeta e chiese la sua protezione. Egli rispose concedendo loro una Carta dei diritti, che ho riprodotto di seguito nella sua interezza. Il monastero di Santa Caterina si trova ai piedi del monte Sinai nell’odierno Egitto, ed è il più antico monastero del mondo. Esso possiede una vasta collezione di manoscritti cristiani, seconda solo a quella del Vaticano, ed è considerato patrimonio del’umanità. Esso vanta anche la più antica collezione di icone cristiane. Si tratta di un tesoro di storia cristiana, che è rimasto al sicuro per 1.400 anni sotto la protezione dei musulmani.
Ecco la promessa fatta alla delegazione del monastero di Santa Caterina:
“Questo è un messaggio di Muhammad figlio di Abdullah, come alleanza con coloro che adottano il Cristianesimo, vicini e lontani: noi siamo con loro. In verità io, i servi, i collaboratori, e i miei seguaci li difendiamo, perché i cristiani sono miei cittadini; e nel nome di Dio! Mi oppongo a tutto ciò che dispiace loro. Nessuna costrizione deve essere loro imposta. Né i loro giudici dovranno essere rimossi dal loro posto, né i loro monaci dai monasteri. Nessuno dovrà distruggere una casa della loro religione, né danneggiarla, né sottrarre ad essa qualcosa per portarla nelle case dei musulmani. Se qualcuno lo facesse, spezzerebbe l’alleanza con Dio e disubbidirebbe al Suo Profeta. In verità, essi sono i miei alleati e dispongono del mio patto fidato contro tutto ciò che odiano. Nessuno li costringerà a viaggiare o a combattere. I musulmani combatteranno per loro. Se una donna cristiana è sposata con un musulmano, ciò non potrà aver luogo senza la sua approvazione. Non le sarà impedito di recarsi alla sua chiesa a pregare. Le loro chiese saranno rispettate. Non sarà impedito loro né di ripararle, né di rinnovare la sacralità delle loro alleanze. Nessuno nella comunità (musulmana) disobbedirà a questo patto fino all’Ultimo Giorno (la fine del mondo)”.
La prima e l’ultima frase di questa Carta sono cruciali. Rendono la promessa eterna e universale. Muhammad afferma che i musulmani sono al fianco dei cristiani, vicini e lontani, respingendo subito qualsiasi futuro tentativo di limitare la promessa al solo monastero di Santa Caterina. Ordinando ai musulmani di obbedire a questo patto fino al Giorno del Giudizio, previene ancora una volta qualsiasi tentativo futuro di revocare questi privilegi.
Questi diritti sono inalienabili.
Muhammad ha dichiarato i cristiani, tutti i cristiani, come suoi alleati, e ha equiparato l’ingiusto trattamento dei cristiani all’aver violato l’alleanza con Dio.
Un aspetto importante della Carta è che essa non impone condizioni ai cristiani per godere dei loro privilegi. È sufficiente che siano cristiani. Essi non sono tenuti a modificare le proprie convinzioni, non devono versare alcun pagamento e non hanno alcun obbligo. Questa è una carta dei diritti, senza doveri.
Il documento non è un moderno trattato sui diritti umani ma, anche se fu redatto nel 628 d.C., protegge chiaramente il diritto di proprietà, la libertà religiosa, la libertà di lavorare, e la sicurezza della persona.
So che la maggior parte dei lettori starà pensando: “E allora?”
Bé, la risposta è semplice: coloro che cercano di fomentare la discordia tra cristiani e musulmani si concentrano sulle questioni che ci dividono, e sottolineano gli ambiti di conflitto. Ma quando risorse come la promessa di Muhammad ai cristiani vengono richiamate ed evidenziate, possono costruire ponti di pace.
Questa promessa spinge i musulmani ad elevarsi al di sopra dell’intolleranza tra le diverse comunità, e genera benevolenza nei cristiani che potrebbero nutrire timori nei confronti dell’Islam e dei musulmani.
Quando guardo alle fonti islamiche, trovo in esse esempi senza precedenti di tolleranza religiosa e inclusione. Esse mi fanno venire voglia di diventare una persona migliore. Credo che la capacità di cercare il bene e di fare del bene sia insita in tutti noi. Quando sopprimiamo questa predisposizione verso il bene, noi neghiamo la nostra fondamentale umanità.
Muqtedar Khan dirige il dipartimento di Studi Islamici all’Università del Delaware; è membro dell’Institute for Social Policy and Understanding; l’articolo qui proposto era apparso originariamente sul sito altmuslim.com




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