La “Costituzione occulta” della Turchia

Original Version: ‘The hidden constitution’

Mentre il governo si appresta a lanciare una serie di riforme giuridiche e amministrative per garantire la sua posizione e porre fine alla perdurante ingerenza di ciascuno dei poteri nell’altrui sfera di competenza, una delle possibili aree di riforma sarà alterare il contenuto del cosiddetto “Libro Rosso”. Ciò che viene comunemente denominato Libro Rosso è in realtà il Documento sulle politiche di sicurezza nazionale (MGSB). Questo documento segreto veniva chiamato la “Costituzione occulta”, e si riteneva che avesse più potere e maggiore priorità rispetto a tutti gli altri documenti legali.

Malgrado l’introduzione scritta attestante che l’MGSB era stato composto dal consiglio dei ministri, e che gli obblighi che prescriveva erano dispensati da questa stessa autorità, la realtà era diversa. Esso fu preparato dal lavoro comune dell’Ufficio del Capo di stato maggiore e del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (MGK), e trasmesso al primo ministro affinché venisse approvato. Il primo ministro ottenne le firme dei membri del Governo senza poter cambiare una sola parola nel documento. Questa procedura non è cambiata nei lunghi decenni durante i quali l’MGK è stato composto da cinque generali – vale a dire il capo di stato maggiore e quattro comandanti delle forze armate – da un lato, e da cinque ministri del Governo civile guidato dal primo ministro, dall’altro. Il presidente della repubblica era il capo naturale del Consiglio, e spesso è accaduto che egli fosse un generale o un ammiraglio in pensione. Quindi gli equilibri dell’MGK solitamente pendevano a favore dei membri delle forze armate e della loro mentalità.

Le decisioni prese dal Consiglio avevano un effetto diretto sul governo, che era obbligato ad applicarle. La sicurezza era al di sopra e al di là di ogni altra cosa, e tutto ciò che riguardava la sicurezza era impresso nel documento. Tuttavia, nel documento mancava la distinzione tra sicurezza e difesa. Le forze armate potevano assumersi la parte legata alla difesa relativamente a problemi di sicurezza che andavano dall’ambiente all’occupazione e alla lotta contro la povertà e le disuguaglianze regionali. Ma ciò non è mai accaduto.

Solo dopo la vittoria elettorale del Partito “Giustizia e Sviluppo” (AKP) attualmente al governo, la struttura dell’MGK è cambiata a favore dei membri civili del Consiglio. Inoltre, esso è stato trasformato in un organo consultivo, piuttosto che in un organo esecutivo al di sopra del governo con un mandato su ogni questione che si riteneva fosse associata alla sicurezza.

Il piccolo Libro Rosso è una dichiarazione segreta scritta dall’establishment militare in nome dello Stato per tutelare la nazione dai suoi nemici interni ed esterni. Il monopolio della definizione di “nemico” apparteneva esclusivamente agli “autori”. Tra i nemici esterni, si potrebbe annoverare la maggior parte dei paesi vicini della Turchia e delle correnti a livello mondiale che non potevano essere rovesciate con mezzi militari. Tuttavia, ciò che ha reso il documento un danno per la sicurezza del paese è stato soprattutto il modo in cui fu definito il “nemico interno”. Gruppi etnici, gruppi religiosi, correnti politiche che non sono mai state associate alla violenza, o istituzioni come il Patriarcato greco-ortodosso di Istanbul, e così via, sono stati etichettati come “fonti interne di minaccia”, e sono stati tenuti sotto costante sorveglianza e sotto costante pressione.

E’ paradossale che in un paese in cui le parole più ripetute nella retorica politica sono “unità”, “fratellanza”, “uguaglianza” e “ricchezza culturale”, ciò che viene professato e ciò che viene attuato sono in netto contrasto tra loro.

Un’altra sconcertante e pericolosa questione è rappresentata dai doveri attribuiti all’MGK dall’MGSB. Ad esempio, le Forze Armate Turche (TSK) si sono assunte l’onere della protezione del regime, e la soppressione di movimenti religiosi pericolosi è particolarmente sottolineata come uno dei principali compiti per la salvaguardia della sicurezza. “İrtica” – ovvero “oscurantismo” – è il pericolo temuto come il più vicino e incombente, ed ha avuto la massima priorità in tutte le copie dell’MGSB (che viene rivisto ogni cinque anni) per decenni. Tuttavia, nessun serio movimento di questo genere ha mai sfidato il regime finora. Visti gli ultimi interrogatori all’interno dell’esercito in relazione ai piani di colpo di Stato, le prove dimostrano che, in assenza di fatti concreti riguardanti l’ “oscurantismo”, alcuni ufficiali hanno cercato di creare fatti immaginari. Essi hanno pensato di nascondere armi, di compiere attentati nelle sedi di comunità religiose, e hanno pianificato di uccidere alcuni leader delle comunità non musulmane, al fine di aizzare l’opinione pubblica all’interno del paese e all’estero contro alcuni gruppi religiosi e contro il governo dell’AKP.

Dogu Ergil è professore di sociologia politica all’Università di Ankara; è fondatore del TOSAM, un centro per la ricerca sui problemi sociali

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