I blogger libanesi sono i pionieri del mondo arabo

Original Version: Lebanese bloggers are the pioneers in the Arab world

Un recente sondaggio sui lettori di più di 400 blog in Libano mostra che il loro numero è vicino al numero di utenti che quotidianamente leggono online i più importanti giornali libanesi. Per entrambi, la media è di 14.000 visitatori giornalieri. Ciò indica chiaramente che i blog sono diventati uno dei principali mezzi d’informazione per la gioventù libanese che desidera avere accesso a notizie diverse e opinioni varie. Ma questi blog, malgrado l’elevata utenza, potranno essere uno strumento per un vero cambiamento sociale e politico?   

E’ difficile rispondere ad una domanda come questa, relativamente ad un paese in cui il futuro del blogging è strettamente legato a condizioni che tendono a cambiare molto spesso, come: la connessione ad internet, la legge sulle pubblicazioni online e la censura.

Il mondo dei blog in Libano ha recentemente assistito a numerosi cambiamenti: la migrazione di alcuni blogger alla carta stampata, la pubblicazione di libri contenenti materiale raccolto da media elettronici, il lancio di blog da parte delle stazioni radio e la nascita di movimenti civili e di nuove organizzazioni che mostrano l’impatto dei blog.

In questo modo, l’ambiente dei blog in Libano sta rompendo quelle barriere che separano i media tradizionali da quelli elettronici. Sta diventando una fonte alternativa d’informazione per molte questioni, soprattutto per tutto ciò che non è comunemente trattato dai media tradizionali. Un esempio di casi trattati dai blog e non dai media tradizionali è quello di un giovane libanese, Rami Eid, che ha trascorso tre giorni e tre notti in un cubo di vetro nel quartiere Ain el Mreisseh a Beirut lo scorso ottobre. Questo giovane voleva rappresentare la condizione dell’ultimo uomo sopravvissuto sulla Terra, rimasto senza nessuna speranza a causa dei fallimenti del genere umano rispetto al cambiamento climatico. Il suo impegno ha toccato il pubblico sensibilizzandolo rispetto alla necessità di affrontare tali cambiamenti.

La campagna mediatica per questo evento si è concentrata sui media elettronici iniziando proprio dal blog personale di Eid, che è stato letto da migliaia di persone nei giorni iniziali della campagna. Inoltre, Twitter e Facebook ne riportavano in tempo reale i risultati. Essa ha avuto molto successo nel galvanizzare l’opinione pubblica, i media e vari centri di ricerca sull’ambiente, spingendo il governo libanese a scegliere di partecipare ai negoziati internazionali sulla lotta al cambiamento climatico tenutesi a Copenhagen nel dicembre del 2009.  

I blog libanesi hanno poi avuto in varie occasioni un ruolo chiave nella mobilitazione e nell’organizzazione politica, specialmente nella preparazione della marcia a favore della laicità che si è tenuta nel mese di aprile di quest’anno. La sua organizzazione è partita da Facebook e da alcuni blog evolvendosi poi in una marcia di migliaia di persone senza la necessità di un comitato organizzativo centrale.

Durante le ultime elezioni municipali in Libano tenutesi nel mese di maggio, i blogger si sono trasformati in agenzie indipendenti di monitoraggio. Ad alcuni di essi – insieme ad un’organizzazione di Beirut specializzata nella formazione di personale per i nuovi media, chiamata Social Media Exchange – è stata data una licenza dal ministero degli interni che permetteva loro di entrare nelle sedi elettorali, osservare il processo di voto e riportarlo ai media e agli organi costituzionali.

Questa è stata la prima esperienza di questo tipo nel mondo arabo, ed è stata valutata piuttosto positivamente, con più di 60.000 visite sul sito in cui venivano pubblicati i resoconti live dei blogger (lebloggers.org).

Un episodio in particolare ha dimostrato quanto possono essere influenti questi blogger. Dopo un’ampia campagna elettronica, infatti, i blogger sono stati in grado di bloccare una proposta di legge del parlamento libanese che proponeva la riorganizzazione del sistema dei blog, una legge che a loro avviso avrebbe fortemente ristretto la libertà di espressione sulla rete.

Tale evento ha dimostrato che quando agiscono in maniera coordinata, i blog non rappresentano solo un’alternativa ai media tradizionali o uno strumento per mobilitare l’opinione pubblica su specifiche questioni, essi possono anche influenzare il processo legislativo.

I blogger libanesi, sulla buona strada per diventare pionieri nel mondo arabo, costituiscono un nuovo movimento che sta appena iniziando ad assumere il suo ruolo nel campo dell’informazione mediatica, traendo beneficio dalla relativa libertà dei media e dai risultati finora ottenuti. 

Tony Saghbini è un attivista e blogger libanese che ha contribuito a creare la Lebanese Society for bloggers

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