03/12/2010
Original Version: We Don’t Need Another Middle East War
Anche se l’Iran dovesse acquisire la capacità di costruire armi nucleari, Israele manterrebbe ancora per molti decenni a venire una superiorità militare tale da consentire allo stato ebraico di salvaguardare la propria sicurezza – sostiene l’analista americano Bruce Riedel
***
Se l’Iran diventerà uno stato in grado di costruire armi nucleari nei prossimi anni, come sembra probabile, il monopolio di Israele sulle armi nucleari in Medio Oriente, durato per ben quarant’anni, finirà. Ma non la sua superiorità militare sull’Iran. Nel prossimo futuro Israele rimarrà la potenza militare dominante nella regione, e non ha bisogno di attaccare l’Iran per salvaguardare la sua sicurezza.
Israele è lo stato che si sente più minacciato dalle ambizioni nucleari dell’Iran, e ha buoni motivi per esserlo. Il fondatore della Repubblica Islamica, l’ayatollah Ruhollah Khomeini, fu il primo a invocare che Israele venisse cancellato dalla cartina geografica del Medio Oriente, e fu lui nel 1982 ad inviare la Guardia Rivoluzionaria iraniana in Libano per fondare Hezbollah. Tuttavia, fu anche abbastanza pragmatico da comprare armi da Israele durante la guerra con l’Iraq. L’attuale presidente iraniano ha invocato spesso la distruzione di Israele, e lo ha fatto in maniera ancora più allarmante il mese scorso quando ha visitato il Libano. Oggi si pensa che Israele stia valutando l’opportunità di attaccare l’Iran.
Le stime dei think tank internazionali generalmente concordano sul fatto che Israele abbia circa 100 testate nucleari, o forse anche il doppio. Persino con un programma accelerato l’Iran non sarebbe in grado di raggiungere un arsenale di tali dimensioni per molti anni, forse anche per decenni.
Israele ha anche sistemi di lancio multipli. Possiede missili balistici a raggio intermedio, i Jericho, in grado di colpire qualsiasi obiettivo in Iran. La sua flotta di aerei F-15 a lungo raggio può lanciare anche bombe nucleari. Secondo alcuni analisti, Israele può anche lanciare armi nucleari a partire dai suoi sottomarini tedeschi Dolphin con missili cruise. Questa è la realtà dei rapporti di forza in Medio Oriente, ma raramente se ne parla pubblicamente.
Israele continuerà inoltre ad avere una superiorità militare convenzionale rispetto all’Iran e al resto della regione. Le Forze Aeree israeliane sono in grado di penetrare i sistemi di difesa aerea impunemente, come dimostrarono nel 2007 quando distrussero la nascente capacità nucleare siriana. Le capacità di intelligence e di guerra elettronica dimostrate da Israele sono di gran lunga superiori a quelle dei suoi potenziali rivali. I satelliti israeliani forniscono una copertura quotidiana delle strutture e delle capacità iraniane, un grande vantaggio nella guerra moderna.
L’Iran, d’altra parte, non ha mai completamente ricostruito il suo esercito convenzionale dopo i danni subiti durante la guerra con l’Iraq. Per quanto riguarda la sua forza aerea, si basa ancora fortemente sugli armamenti acquistati dallo Shah. Inoltre, le nuove sanzioni delle Nazioni Unite, e la risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza, impongono un embargo molto stringente sulla vendita di armi all’Iran. Praticamente è vietato vendere o trasferire all’Iran tutti le armi di una certa potenza, come carri armati, aerei, navi da guerra e missili. E’ anche vietato fornire assistenza tecnica e addestramento per l’uso di tali armi. In altre parole, anche se l’Iran volesse provare a migliorare la sua capacità militare convenzionale nel corso dei prossimi anni con l’aiuto di fornitori stranieri, e avesse i soldi per farlo, il divieto delle Nazioni Unite sulle armi renderebbe quasi impossibile una cosa del genere. L’Iran non ha la capacità di produrre da solo armi sofisticate, sebbene di tanto in tanto affermi di essere autosufficiente. Per compensare la sua debolezza, l’Iran ha parallelamente costruito un’impressionante capacità asimmetrica in fatto di missili e di potenziale terroristico che è in grado di minacciare pesanti rappresaglie in caso di attacco.
Infine, nel prossimo futuro, Israele continuerà a godere del sostegno dell’unica superpotenza mondiale. L’assistenza annuale degli Stati Uniti consiste in circa 3 miliardi di dollari in aiuti. Si tratta del più lungo programma di assistenza finanziaria della storia americana, e risale alla guerra del 1973. Non è mai stato messo in discussione né ridotto da parte del Congresso, e permette ai pianificatori israeliani di fare progetti pluriennali per gli acquisti in materia di difesa con un grande margine di certezza su quello che possono permettersi di acquistare.
Ma l’assistenza degli Stati Uniti va ben oltre il semplice aiuto finanziario. Il Pentagono e le Forze di Difesa Israeliane (IDF) sono impegnati in continui scambi di conoscenze tecniche su praticamente tutti gli elementi del campo di battaglia moderno. La difesa missilistica è stata al centro di questo scambio per oltre 20 anni. I funzionari di Washington e Tel Aviv affermano che l’amministrazione Obama ha rafforzato e ampliato questo rapporto, come dimostrato dalla nuova offerta degli Stati Uniti di 20 velivoli F-35. Gli Stati Uniti e Israele hanno anche un rapporto di intelligence robusto e dinamico che aiuta a garantire il vantaggio qualitativo di Israele.
Il sostegno americano ad Israele prosegue nonostante il rifiuto di Israele di firmare il trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Dal 1969 gli Stati Uniti sostengono implicitamente il deterrente nucleare israeliano fornendo ad Israele velivoli ad alte prestazioni e non incoraggiandolo a firmare il TNP. Ciascun presidente americano da Richard Nixon in poi sostiene la necessità di mantenere il vantaggio qualitativo di Israele rispetto ai suoi potenziali nemici. Il presidente Obama ha ribadito ad Israele questi impegni nei primi mesi del suo mandato, pur promuovendo un mondo senza armi nucleari.
L’Iran, al contrario, non ha alcuna grande potenza su cui fare affidamento per eventuali aiuti finanziari. I suoi scambi di armi con la Russia e la Cina sono stati interrotti dalla risoluzione ONU 1929. Il suo unico alleato militare è la Siria, non esattamente una potenza militare.
La sfida iraniana è un grave pericolo per la stabilità regionale e mondiale, ma dovrebbe essere affrontata nel contesto dei reali equilibri di potere nella regione. Coloro che sono coinvolti in questa discussione non possono far finta che Israele sia uno stato debole e indifeso. Ma devono anche affrontare le legittime preoccupazioni di Israele sull’avventatezza iraniana.
Durante le primarie per le presidenziali del 2008, l’allora senatore Hillary Clinton suggerì di estendere un ombrello nucleare a Israele e ad altri paesi che si sentono minacciati al fine di dissuadere l’Iran. Questa è una buona idea che è tempo di considerare.
Bruce Riedel è Senior Fellow presso la Brookings Institution; è stato consigliere di quattro presidenti americani sulle questioni mediorientali, nell’ambito del Consiglio per la Sicurezza Nazionale















Delicious