CRESCE LA DIFFUSIONE DI TWITTER NEL MONDO ARABO

Sebbene la penetrazione di Twitter nei paesi arabi sia ancora relativamente bassa, nello scorso anno si è registrato un crescente interesse per questo social network, utilizzato sia da noti citizen journalists che da responsabili governativi di primo piano, come ministri e regine.

Nel 2011, Forbes Middle East ha pubblicato una classifica delle personalità che usano Twitter, tra le quali compare anche sua Maestà, la Regina Rania al-Abdullah di Giordania.

@QueenRania twitta sia in arabo che in inglese e risponde attivamente, connettendo le persone in una conversazione globale. I suoi tweet riguardano la vita quotidiana come moglie e madre, ma anche altri argomenti come il ruolo dell’istruzione in Giordania, l’emancipazione della donna, e ultimamente il sostegno ai manifestanti delle rivolte arabe in Tunisia e in Egitto.

Di questa classifica si è parlato anche in altri blog e siti web, come Social Media Exchange, un’impresa che offre formazione e consulenza sui social media in Libano e nel mondo arabo. Al top della lista compare Sultan Saoud al-Qassemi (@SultanAlQassemi), resident fellow presso la Dubai School of Government e noto opinionista degli Emirati Arabi. Nei suoi tweet egli tratta dello sviluppo nel mondo arabo e, ultimamente, degli eventi della Primavera araba. Tra i primi posti compaiono anche alcuni nomi femminili quali Aseel al-Awadhi (@aseelalawadhi), una delle prime donne entrate nel Parlamento kuwaitiano, e Amira al-Hussaini (@justamira), editrice del Bahrain della sessione Middle East and North Africa di Global Voices Online, che occupano rispettivamente il 48° e il 52° posto.

Secondo l’ Arab Social Media Report della Dubai School of Government, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, l’Egitto, l’Arabia Saudita e il Kuwait sono i maggiori utilizzatori di Twitter, e per questo  sono le nazioni che compaiono più di frequente nella lista di Forbes; La Siria compare raramente mentre Sudan, Algeria, Mauritania, Libia, Oman e Palestina sono completamente assenti. Anche il Libano, pur avendo una delle più grandi comunità di Twitter nel mondo arabo, non compare nella lista.

Un’ulteriore classifica comparsa sulla rivista Arabian Business ribadisce il primato della regina di Giordania seguita dal Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Il terzo posto in questa classifica è occupato invece dalla celebre pop star di origine libanese, Mika. Segue Wael Ghonim, responsabile del settore marketing di Google per il Medio Oriente e l’Asia, divenuto famoso per il uso ruolo di attivista nella rivoluzione egiziana.

 Anche il quotidiano saudita al-Sharq al-Awsat ha pubblicato a fine dicembre dello scorso anno un articolo, citato dal blog di Sultan al-Qassemi, intitolato “Twitter nel 2011: dal monitoraggio alla produzione delle notizie” . Questo articolo  presenta una lista dei personaggi arabi famosi attivi su Twitter tra i quali il Ministro degli Esteri del Bahrein, Sheikh Khalid Bin Ahmed Al Khalifa così come il Ministro degli Esteri giordano, Nasser Judeh e il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Abdullah Bin Zayed.

 Come ribadito precedentemente, Twitter ha avuto un ruolo fondamentale nella divulgazione delle opinioni e nella coordinazione dei movimenti di protesta nella Primavera Araba. “We use Facebook to schedule the protests, Twitter to coordinate and YouTube to tell the world”. Queste le parole di un attivista egiziano all’alba della caduta di Mubarak, parole esemplificative del ruolo tanto fondamentale quanto innegabile dei social media e in particolare di Twitter; dalla rivoluzione dei gelsomini in Tunisia alla recente fuga di Gheddafi in Libia, si è parlato più volte di “Rivoluzione 2.0″ o “Twitter revolution”, ad esaltare proprio il ruolo giocato dai social network nelle rivolte popolari che hanno provocato la caduta o, comunque, stanno facendo traballare tanti regimi dittatoriali. E’ così che lo scorso 25 gennaio, in occasione dell’anniversario della rivoluzione egiziana, un articolo in cui compare una lista di alcuni importanti utenti di Twitter in Egitto è comparso su UN Dispatch. Tra i vari nomi si ricordano Evan Hill, Gregg Carlstrom, e Dan Nolan, giornalisti di al-Jazeera; ancora una volta Sultan al-Qassemi il quale ha avuto l’ importante ruolo di mediatore tra gli utenti arabi e inglesi  e due donne, Mona Eltahawy e Dima Khatib, la quale ha twittato sulla protesta del 25 gennaio in ben cinque lingue.

Come accennato, questo boom di classifiche su Twitter ha coinvolto anche i blog: un esempio è Wamda , che oltre a fornire la sua classifica, ha pubblicato anche alcuni dati sull’uso di Twitter.

Sebbene Twitter susciti molto interesse, esso deve fare i conti con problemi di censura e di scarsa libertà di informazione, come esemplifica il recente caso eclatante di un giovane giornalista saudita, Hamza Kashgari. Il giovane poeta e giornalista saudita è stato infatti costretto a fuggire dal paese per aver pubblicato sul suo account alcuni commenti sul Profeta considerati blasfemi dalle autorità religiose. La Malesia, dove Kashgari si era rifugiato, ha deciso di estradarlo, e ora egli rischia di essere condannato a pene pesantissime.

Sicuramente parte della crescita di interesse attorno a Twitter su alcuni media arabi, è probabilmente anche dovuta al fatto che a dicembre il principe saudita al-Waleed bin Talal ha acquisito una quota di Twitter,  investendo 300 milioni di dollari nella società proprietaria di twitter, segno che questo social network ha un probabile futuro di espansione in Medio Oriente.

Elisa Fabbi è laureata in Lingue e culture dell’Eurasia e del Mediterraneo (LICEM) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia; a  giugno del 2011 ha ottenuto il diploma di laurea specialistica in Lingua e Letteratura Araba  presso l’Università Inalco (Institut National des Langues et Civilisations Orientales) di Parigi specializzandosi in linguistica araba

One Response to “CRESCE LA DIFFUSIONE DI TWITTER NEL MONDO ARABO”

  1. Peccato che twitter abbia deciso di usare la censura localizzata per non avere rogne con la politica di alcuni Paesi, tipo la Cina e l’Iran

Disclaimer & Copyright (italiano - english)
serverstudio web marketing e design con kifulab