Egitto – I Fratelli Musulmani sono caduti in trappola

11/04/2012

Original Version: وقعوا فى الفخ

La decisione dei Fratelli Musulmani egiziani di candidare il loro numero due, Khairat Al-Shater, alla presidenza del paese ha suscitato numerose critiche, perfino da parte di ambienti islamici, come conferma il seguente articolo dell’intellettuale Fahmi Huwaidi

***

Gli argomenti portati avanti dai Fratelli Musulmani per giustificare la spinta del loro candidato che affronterà le elezioni presidenziali, non mi hanno convinto. E avevo già molte riserve a riguardo della formazione di un loro governo che da tempo considero un “azzardo” disseminato di pericoli, tuttavia i primi commenti fatti dopo la candidatura alla presidenza, hanno innalzato il livello di riserve fino a raddoppiarlo; a questo proposito ho quindi delle considerazioni da fare, alcune in relazione alla forma, ed altre relative al contenuto.

Per quanto riguarda la forma, si è detto che la candidatura dell’ingegner Khairat Al-Shater, è stata oggetto di votazione nel consiglio della confraternita ottenendo il sostegno di 54 membri, mentre, i suoi oppositori, sono risultati essere 52, e ciò, sapendo che quando la questione è stata affrontata in una precedente riunione del consiglio, i membri che vi si sono opposti erano stati sempre 52 mentre le voci a favore solo 13. Nonostante il cambiamento nelle posizioni tra i due incontri salti immediatamente agli occhi, è necessario soffermarsi sul risultato dell’ultima votazione; infatti solo due voti sono risultati fondamentali nello spostare l’ago della bilancia a favore della candidatura e, data l’importanza dell’argomento affrontato, non si sarebbe dovuto fondare la decisione su una maggioranza così risicata. Ancora più incredibile poi, è il fatto che alla testa del gruppo degli oppositori, troviamo vari leader del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, tra i quali addirittura l’ex guida dei Fratelli Musulmani Muhammad Mahdi Akef. Ciò significa che gli oppositori hanno un peso speciale, in termini di qualità e quantità e, secondo quanto ascoltato dal consigliere Tarek Al-Bashari, vicepresidente del precedente consiglio, quando si metteva a votazione una questione importante, durante l’assemblea generale, e le voci tendevano ad equivalere al momento dello scrutinio, la decisione veniva rimandata, poiché non era  possibile giustificare un qualunque decreto su un argomento importante, con una maggioranza debole; sarebbe infatti meglio che ci si potesse concedere un certo periodo di tempo, affinché ogni parte rifletta sulla vera decisione da prendere. In questo contesto è necessario sollevare alcuni interrogativi circa il cambiamento dall’iniziale netta maggioranza, opposta alla candidatura, alla maggioranza relativa che alla fine l’ha sostenuta.

Sempre per quanto concerne la forma, sorge a questo proposito un’altra domanda: la dirigenza della confraternita, si è indirizzata verso un tale passo senza alcuna consultazione o intesa con il consiglio militare? In caso di risposta negativa, sarebbe nostro diritto conoscere il contenuto ed i limiti di un tale accordo, mentre, qualora la risposta fosse positiva ci chiederemmo se i Fratelli Musulmani sono pronti allo scontro con il Consiglio superiore delle forze armate e ad accollarsi le implicazioni ed il conto di un tale conflitto. E in tutto ciò, qual è l’interesse del paese?

Terzo punto da criticare nella forma è la decisione dei Fratelli Musulmani di espellere il dottor Abd Al-Monem Abou al-Fotouh e di punire i membri della confraternita che l’avevano sostenuto, in linea con la vecchia posizione del partito che inizialmente non voleva presentare alcuna candidatura per le presidenziali. Tuttavia, nonostante l’evidente cambiamento d’opinione occorso a tal proposito, la loro posizione rispetto al dottor Abou al-Fotuh è rimasta la stessa, tanto da lasciar intendere che la decisione non fosse basata sul principio, bensì fosse volta a colpire la persona.

Quarto ed ultimo punto di critica alla forma è il seguente: come possono la comunità nazionale egiziana e la società egiziana nel suo complesso non curarsi della confraternita ed accettare che detenga contemporaneamente la presidenza dell’Assemblea del popolo, della Shura, dell’Assemblea costituente, la presidenza del governo ed anche quella della repubblica? E come potrà essere soddisfatta l’opinione pubblica dal loro discorso sulla partecipazione o l’esclusione dal potere?

Per quanto riguarda il contenuto, lo scenario solleva varie domande:

- I Fratelli Musulmani sono pronti a prendersi le responsabilità che si prospettano davanti a loro? Si aspettano forse che alcuna delle altre forze nazionali si unisca a loro dopo aver concentrato tanto potere nella modalità di cui tutti sono al corrente? Ed è accettabile razionalmente l’idea che essi siano i soli a sobbarcarsi di tali oneri in un momento tra i più difficili mai passati dall’Egitto?

- Non si sono resi conto del fatto che il voto di massa a loro favorevole in occasione delle elezioni parlamentari potrebbe cambiare completamente le sue motivazioni in occasione delle elezioni presidenziali? Se in parlamento i Fratelli Musulmani sono semplici portatori delle proprie opinioni, la carica presidenziale comporta il potere decisionale, e poiché fino ad ora non hanno compiuto niente che la gente possa percepire sul terreno cosa convincerà le masse dell’utilità del voto in loro favore in occasione delle presidenziali?

- La confraternita si aspetta di poter far fronte da sola alle sfide interne tra cui le più impellenti sono la questione della sicurezza, la gestione delle urgenze economiche e la realizzazione della giustizia sociale? E dove sono i quadri dell’organizzazione in grado di sostenere tali fardelli tutti insieme? Perché non li vediamo nelle commissioni dell’Assemblea del popolo ad esempio?

- E non è venuto in mente ai Fratelli Musulmani che alcuni Stati arabi diffidano di loro, alcuni sono in contrasto con loro, mentre altri sostengono altre forze che non li rappresentano?

- E non hanno considerato anche che il trattato di pace con Israele, rispetto al quale non hanno definito una posizione, rappresenta la più importante sfida per loro politica estera? E che la posizione americana sull’Egitto è legata in gran parte alla posizione del regime della sua capitale?

Precedentemente dissi che i Fratelli Musulmani sarebbero stati esposti a tre tipi di tentazioni: la tentazione del potere, quella della maggioranza e quella della fama, e mentre li misi in guardia dal cedere ad una qualunque di queste tentazioni, ora sono stupito nel constatare che sono caduti in tutte. In altra sede dissi anche che coloro che disprezzano la confraternita vogliono implicarla nell’assunzione del potere, sperando di farla affogare nella palude dei suoi problemi senza soluzione. Quando mi è stato domandato cosa pensassi dell’annuncio della candidatura di el-Shater ho detto: “ecco, sono caduti nella trappola e hanno concretizzato ciò che gli avversari speravano per loro”.

E’ difficile credere a tutti questi fatti, tanto che potrebbe addirittura sorgere il dubbio che tutto ciò che è successo, dall’inizio alla fine, non sia nient’altro che un pesce d’aprile, con il quale i Fratelli Musulmani hanno voluto prendersi gioco di noi.

Fahmi Huwaidi è un intellettuale islamico egiziano; questo articolo è apparso il 02/04/2012 sul quotidiano egiziano el-Shorouk

(Traduzione di Francesco Saverio Leopardi)

One Response to “Egitto – I Fratelli Musulmani sono caduti in trappola”

  1. susi scrive:

    non ci voleva un intellettuale per capire cosa e successo e ancora stà succedendo nei paesi del nord affrica e/o nei paesi arabi più aperti agli occidentali, io gli chiamo così e non dico “moderati” perchè sinceramente non ho capito ancora il significato di questa poarola, tutto sommato dicevo non ci voleva un intellettuale ma basterebbe guardare e/o capire la religgione islamica per capire tutto, certo non è facile ma possibbile, se invece di andare in questi paesi solo per divertirsi ma cercare almeno di conoscere la cultura di questi popoli, e perchè hanno tutta questa falsità e presa in giro agli occidentali che vanno nei loro paesi come turisti e cioè lasciare pure soldi, invece loro vengono nei ns. paesi per cercare di diffondere le loro idee beduine, si poteva evitare tutto ciò, e comunque spero che tutto ciò e un incubo che ben presto finirà dopo che obama se n’andrà, … per capire di più basterebbe leggere la trilogia della grande Orianna Fallaci che la sua anima riposa in pace aveva capito tutto, ma purtroppo come succede sempre nella vita tutti quelli che dicono e/o conoscono la verità vengono emarginati, perchè l’uomo per la sua avidità preferisce le bugie, le guerre, le distruzioni ….

Disclaimer & Copyright (italiano - english)
serverstudio web marketing e design con kifulab