VERSO IL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DEL TERRIBILE MASSACRO DI SABRA E CHATILA

Intervista a Maurizio Musolino

Quando ho visto per la prima volta Chatila, alla fine del 2009, mi sono reso subito conto di essere entrato in un tempio. Un tempio che rappresenta la sofferenza ed il doloroso ricordo di un’orrenda strage, avvenuta tra il 16 ed il 17 Settembre del 1982, che provocherà la morte di migliaia di civili innocenti. Un massacro compiuto dalla Falange libanese maronita, con l’appoggio logistico degli uomini dell’esercito israeliano. Ancora oggi è impossibile non trovare qualcuno a Chatila che non pianga un figlio, un fratello o un proprio caro vittima di quelle oscure giornate di un grigio Settembre. Nel 2001 un tribunale belga cercherà, invano, di processare per genocidio l’allora ministro della difesa israeliano Ariel Sharon. Chatila è attualmente uno dei 12 campi profughi presenti in Libano, che ospitano in tutto circa 390.000 palestinesi. Questi campi si sommano a quelli presenti anche in Siria, Giordania e Cisgiordania in cui vivono oltre 1.300.000 persone. Nel 1948, anno della prima guerra arabo-israeliana e della nascita dello stato israeliano, tantissimi palestinesi iniziarono ad abbandonare le proprie case e a trovare rifugio nel paesi arabi confinanti. Successivamente si sono aggiunti altri profughi dopo il secondo conflitto arabo-israeliano del 1967. Quelli libanesi sono i campi in cui le condizioni di vita sono le peggiori, dove i palestinesi non hanno quasi nessun diritto civile e non hanno accesso a ben 72 professioni. In ogni caso, a Chatila quello che ti resta sempre impresso nella mente è il sorriso del bambini palestinesi. Il sorriso di chi non ha ancora perso la speranza di avere un futuro migliore. Anche quest’anno il “Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila” , fondato dal compianto giornalista del “Manifesto” Stefano Chiarini, si recherà in Libano per portare aiuti e solidarietà ai profughi. Su tutto questo Maurizio Musolino, giornalista, scrittore e rappresentante del comitato, ci ha dato la sua opinione:

Musolino, siamo nel 2012 e sono dunque passati esattamente 30 anni dal massacro di Sabra e Chatila. Quale significato assume il viaggio previsto per Settembre dal “Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila ” proprio per questa 30a ricorrenza?

“Il nostro essere a Beirut per la ricorrenza del massacro di Sabra e Chatila ha sicuramente tanti significati. Innanzitutto saremo lì per chiedere giustizia per le vittime, e soprattutto per dire che il mondo non dimentica quel crimine. saremo lì per denunciare i silenzi e le complicità che gli autori di quel massacro ancora hanno. Ma c’è anche un altro significato, ovvero quello di rivendicare per il popolo palestinese il diritto a poter ritornare nelle proprie terre. Un diritto negato da decenni dall’occupazione israeliana. 30 anni sono tantissimi, e penso ai volti delle madri che chiedono giustizia per i propri figli uccisi. Quest’anno saremo in tanti, nonostante la crisi economica, perché vogliamo dimostrare ai nostri amici palestinesi che esiste un Occidente migliore di quello di chi lo governa, un Occidente che non si chiude orecchie, bocca ed occhi. Un Occidente che, al contrario, è dalla loro parte e vuole vedere e ascoltare per poter poi, una volta ritornati in Italia, poter raccontare”.

Il Comitato si reca in Libano da oltre 10 anni, quando il giornalista del “Manifesto ” Stefano Chiarini diede impulso a questa iniziativa. Secondo lei, il Comitato è riuscito in tutto questo tempo ad ottenere dei risultati sui diritti per i profughi palestinesi in Libano?

“In questi anni non abbiamo mai smesso di chiedere alle autorità libanesi e a tutte le forze politiche di quel paese – quelle amiche e quelle avversarie – di dare diritti ad un popolo colpevole solo di vedersi negata la possibilità di vivere nella loro patria, la Palestina. Voglio credere che la nostra presenza a Settembre, che ha sempre una grande visibilità sui giornali libanesi, possa essere servita a modificare qualche pregiudizio verso i rifugiati palestinesi, e che possa aver dato coraggio alle forze più sane della società libanese. Inoltre è sicuramente servita a far ricordare; anche i palestinesi devono fare i conti con la loro storia e con il tentativo – sempre dietro l’angolo – di far dimenticare. Tenere viva la loro memoria è un modo per combattere al loro fianco. In ultimo voglio ricordare che grazie alla nostra presenza costante il luogo dove furono seppellite le vittime di quel massacro non è diventato una discarica, e oggi è un luogo della memoria per tutti, libanesi e palestinesi”.

Per il massacro di Sabra e Chatila non è mai iniziato il processo internazionale chiesto dal Belgio contro l’ex primo ministro israeliano Ariel Sharon. Con che mezzi crede che si possa ottenere un processo per i responsabili di quella orrenda stage?

“Dovrebbe essere al primo posto, nelle agende di chi vuole veramente la pace per quell’area martoriata del mondo, la necessità di dare giustizia a quelle vittime. Trenta anni fa si è compiuto un massacro che è anche un crimine contro l’umanità. La legalità internazionale deve farsi carico di questo crimine e deve trovare al suo interno gli strumenti per giudicare e condannare i colpevoli”

Nicola Lofoco, laureato in Scienze politiche, è giornalista free lance dal 2000; si è occupato per diverso tempo di radio e tv; oltre ad aver collaborato con diverse testate online, è stato nella redazione de L’ Unità, La  Rinascita, e del Riformista dove si è occupato di politica estera

One Response to “VERSO IL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DEL TERRIBILE MASSACRO DI SABRA E CHATILA”

  1. anton giulio lotti scrive:

    Salve
    incontro con piacere il vostro sito che parla delle questioni dei paesi arabi, del medio oriente. In un clima di totale disinformazione e voluta ignoranza,dove le notizie vengono artefatte apposta per conseguire risultati politici, mi sembra che Voi siete una delle poche voce fuori dal coro dell’appiattimento mediatico che vediamo anche sulla rete.
    La vicenda di Sabra e Shatila la ricordo bene perchè ero ragazzo e ricordo la notizia e le immagini che mi scioccarono profondamente, pensare che persone innocenti disarmate, donne vecchi e bambini fatti a pezzi a freddo da assassini coperti da altri assassini,c che nessuno ha pagato per quel massacro terribile… ecco ricordare tutto questo è bene anche per ricordare che le cose non sono cambiate da allora ….
    Cordiali saluti

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