La Russia e il tentativo di ricavarsi una nuova nicchia in Egitto

13/07/2012

Original Version: Carving a New Niche in Egypt

L’ascesa di una nuova élite di governo al Cairo, a seguito della vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani, potrebbe rappresentare per Mosca un’occasione per riallacciare i rapporti con l’Egitto – sostiene l’analista russo Ernest Sultanov – malgrado l’ostacolo rappresentato dalla crisi siriana, che vede russi e islamici su posizioni contrapposte

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L’elezione del presidente egiziano Mohamed Morsi, che ha impostato la campagna elettorale in gran parte sui principi programmatici dei Fratelli Musulmani, gioca un importante ruolo nella formazione del nuovo Medio Oriente.

In parte ciò è dovuto al fatto che l’ideologia dei Fratelli Musulmani, i quali sono diventati popolari in ampie parti del mondo arabo, è nata in Egitto. Sotto il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, il Paese fu il centro dell’integrazione pan-araba durante gli anni ’50 e ’60. Oggi, il Cairo ha ancora una volta l’opportunità di dare l’esempio ad altri Stati arabi i cui partiti dominanti assomigliano alla Fratellanza Musulmana e hanno rafforzato le loro posizioni in conseguenza della Primavera Araba.

In questo contesto, è sintomatico che tutti i giocatori della “grande scacchiera” del Medio Oriente si stiano attivamente adattando alla nuova situazione geopolitica. Per esempio, l’Arabia Saudita sta tentando di investire nei Salafiti più radicali, e gli Stati Uniti stanno stabilendo contatti con i Fratelli Musulmani, di fatto sostenendo l’elezione di Morsi.

La Russia è ben posizionata per stabilire buone relazioni con il nuovo regime di Morsi. Il Cremlino ha una positiva esperienza di collaborazione con Hamas, un movimento che è essenzialmente la versione palestinese dei Fratelli Musulmani. Mi sono incontrato con molti leader della Fratellanza Musulmana e nessuno di loro ha inclinazioni personali negative nei confronti della Russia. Ciononostante, gli sviluppi globali giocano un ruolo importante nel determinare la natura delle relazioni russo-arabe. In particolare, il violento conflitto in Siria sta influenzando le relazioni fra i Fratelli Musulmani egiziani e la Russia, che molti in Egitto vedono come sostenitrice del regime del presidente siriano Bashar Assad.

La costruzione di una relazione di fiducia con l’élite di governo formatasi di recente in Egitto è già cominciata. Per esempio, gli Stati Uniti considerano in maniera crescente la Fratellanza Musulmana come una forza politica stabile e salutare per l’Egitto, anche se Washington ha evitato di stringere rapporti con questa organizzazione durante i 30 anni in cui il presidente egiziano Hosni Mubarak è stato al potere.

Sebbene i media statunitensi e altri media occidentali abbiano dipinto in precedenza tutti gli islamisti in base alla stessa ampia sfumatura ideologica, al massimo astenendosi dall’equipararli ad al-Qaeda, ciò ora sta cominciando a cambiare. Sembra che gli Americani stiano alla fine capendo che non tutti i musulmani barbuti sono uguali. La Fratellanza Musulmana è ora classificata come un gruppo moderato, almeno in confronto ai Salafiti radicali.

In contrasto con i radicali più aggressivi che non hanno nulla da perdere, i membri dei Fratelli Musulmani sono imprenditori ampiamente attivi e di successo. Ad esempio, prendiamo uno dei loro leader, Khairat el-Shater, politico carismatico e uomo d’affari internazionale di  enorme successo. Una delle ragioni per cui a milioni si sono opposti a Mubarak era la corruzione dilagante nel Paese e l’impossibilità, per gli imprenditori, di competere con gli oligarchi che avevano stretti legami col governo.

Un chiaro esempio fu Hassan Malek, eminente uomo d’affari e membro della Fratellanza Musulmana, che fu ripetutamente imprigionato e si vide confiscare i suoi beni finanziari. Per persone come Malek, un cambiamento nell’élite di governo significa in primo luogo un’opportunità per portare avanti nuovi progetti e investimenti. Allo stesso tempo, l’Egyptian Business Development Association, guidata da Malek, e l’International Business & Investment Association – organizzazioni che hanno legami con i Fratelli Musulmani – sono molto interessate a collaborare con soci d’affari russi.

Ci sono molte ragioni per cui è importante per la Russia sviluppare relazioni con le nuove élite arabe. In primo luogo, ciò fornisce un’opportunità per rafforzare l’influenza di Mosca sulla regione dopo il declino dell’influenza economica della Russia a seguito del crollo dell’Unione Sovietica.

In secondo luogo, sarebbe vantaggioso per la Russia stabilire un dialogo con le forze islamiste moderate, soprattutto all’interno della Fratellanza Musulmana. Tale esperienza aiuterebbe anche a stabilizzare la situazione nel Caucaso settentrionale. Al contrario, la sconfitta politica dei partiti islamici moderati potrebbe portare ad un’ulteriore radicalizzazione e destabilizzazione del Medio Oriente. Cosa che, di conseguenza, potrebbe radicalizzare il Caucaso e le altre regioni musulmane della Russia.

Per contribuire a promuovere gli interessi della Russia in Medio Oriente, l’Iniziativa Mosca-Istanbul-Roma (MIR Initiative) ha tenuto una conferenza a Roma a fine Maggio chiamata “Bridging the New Middle East”. I leader dei Fratelli Musulmani e del loro braccio politico, il partito Libertà e Giustizia, hanno partecipato. Essi hanno sottolineato il fatto che la Russia potrebbe meglio rafforzare la sua posizione in Medio Oriente focalizzandosi sulle relazioni con il nuovo Egitto.

In passato la Russia aveva rafforzato la sua posizione nel mondo arabo attraverso il suo saldo rapporto con l’ex presidente egiziano Gamal Abdel Nasser. Oggi, con l’emergere di Morsi, la Russia ha l’opportunità di tornare nel grande gioco del Medio Oriente.

Ernest Sultanov è un analista politico russo; è coordinatore della MIR Initiative

(Traduzione di Lucia Lanzini)

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