BIN LADEN: UNA MORTE ANCORA AVVOLTA NEL MISTERO

“Osama Bin Laden è morto”. E’ il 2 Maggio 2011 quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annuncia al mondo che il capo dell’organizzazione terroristica “al-Qaeda”, l’uomo più ricercato del pianeta, è stato ucciso in un blitz delle truppe speciali “Navy Seals” ad Abbottabad, in Pakistan.  In molti avranno certamente pensato “era ora”, dato che il capo di al-Qaeda era ricercato da tantissimi anni perché ritenuto responsabile di sanguinosi attacchi terroristici contro gli Stati Uniti, di cui il più efferato fu certamente quello dell’ 11 Settembre 2001.  Ma la ricostruzione di quello che è successo durante il blitz è stata fatta in modo molto approssimativo, e le tv e i giornali più importanti non hanno fornito una descrizione precisa di quello che è successo. Tuttavia davanti ad un avvenimento così rilevante (ricordiamo che proprio per  combattere l’organizzazione di Bin Laden ebbe inizio la cosiddetta “guerra al terrore”, che ha provocato migliaia di morti in Afghanistan ed Iraq)  è giusto tentare di ricostruire gli eventi il più fedelmente possibile.

Durante l’operazione “Geronimo”, Obama e tutto il suo staff seguono quanto accade in diretta da Washington. L’ordine di procedere con l’operazione viene dato dal presidente il 29 Aprile. Nella notte tra il 1° ed il 2 Maggio, due elicotteri “Black Hawk”, che trasportano in tutto 23 Navy Seals, si alzano in volo dalla base americana di Jalalabad. Ma una volta arrivati sull’obiettivo, le cose si mettono male. Uno dei piloti dei due elicotteri perde il controllo del mezzo. L’elicottero urta al suolo e perde la coda, come dimostrato da alcune foto. Sembra che non tutto vada per il verso giusto, ma poi l’operazione centra il proprio obiettivo. Bin Laden resta ucciso con alcuni complici, la sua famiglia viene arrestata.

La prima cosa che viene mostrata a tutti, da tanti quotidiani ed agenzie di stampa online, è la foto di Bin Laden senza vita. Una foto che dovrebbe quindi mostrare al mondo la fine del principe del terrore. Peccato che quella foto sia risultata poco dopo totalmente falsa, da molti definita la “ foto patacca”.  Si è trattato certamente di un grossolano errore da parte dei mass media nazionali e internazionali, che hanno dato credito ad una foto palesemente contraffatta. Un’indagine di peacereporter.net affermerà che la foto, diffusa dalla Tv pachistana, era un fotomontaggio di una foto di Osama con quella di un cadavere risalente al 2006. Perché la Tv pachistana l’abbia diffusa come reale ancora non è possibile saperlo. Ma le “patacche” non finiscono qua. Poco dopo, un altro fotomontaggio gira per tutto il web. Il viso di Bin Laden montato su un fermo immagine del film “ Black Hawk Down”. Da quel giorno  le vere foto di Bin Laden non sono mai  state  mostrate. Obama le ha definite “raccapriccianti”, e dato che il cadavere di Osama “non è un trofeo”, sempre secondo il presidente americano, le foto sono ancora segrete.

Arriviamo ora agli scatti delle vittime che sono state invece divulgati. In tutto, sono 3 le persone uccise ritratte nelle foto, di cui non viene però rivelata l’identità. La prima foto dovrebbe essere quella di Abu Ahmad Al-Kuwaiti. Al-Kuwaiti era stato identificato come il “corriere” di Bin Laden, colui il quale comunicava all’intera Al-Qaeda gli ordini del leader. Entrava ed usciva con un furgone dal complesso di Abbottabad, ed è seguendo i suoi movimenti che si è arrivati al rifugio di Osama. Anni prima, lo stesso Al-Kuwaiti, sotto falso nome, avrebbe fatto costruire il compound, dove oltre alla famiglia dello “sceicco del terrore” vivevano altre due famiglie. Al-Kuwaiti era anche quello che portava viveri e rifornimenti a Bin Laden ed alla sua famiglia. Secondo alcune testimonianze, ogni tanto nella casa veniva portata qualche capra, probabilmente per avere del latte. Pare che Osama avesse seri problemi economici, in quanto tutti i suoi beni ed i suoi conti all’estero erano stati bloccati. E quindi anche l’approvvigionamento di cibo era scarso. Chi li aiutava anche in questo era il fratello di Al-Kuwaiti, Abrar, ucciso insieme a sua moglie, che dovrebbe essere ritratto nella seconda foto. La terza foto, invece, è quella più misteriosa. Ritrae infatti un uomo molto giovane, con i lineamenti del viso incredibilmente simili a Bin Laden. Alcuni dicono che quello è il cadavere di uno dei figli di Bin Laden, Khaled. Appena inizia a girare sul web questa notizia, in alcuni casi viene detto che si tratterebbe in realtà del corpo di Hamza Bin Laden, ritenuto da molti l’erede di Osama alla guida di al-Qaeda. Comunque sia, non è stato ancora chiarito di quale dei due si tratti. Nei primi giorni, nessuno rende noto questo particolare importante. Alla fine del blitz, il corpo di Bin Laden viene portato via dai Navy Seals. Viene reso noto che il corpo è stato gettato in mare dopo aver avuto un regolare funerale islamico. Su questa dichiarazione nascono successivamente infinite polemiche, soprattutto quando il famoso sito “Wikileaks” di Julian Assange pubblica la notizia che il corpo è invece stato portato negli Stati Uniti, dove sarebbe ora custodito. La famiglia Bin Laden, invece, composta da 3 mogli ed 8 figlie, viene successivamente trattenuta agli arresti domiciliari dalle autorità pakistane con l’accusa di “soggiorno illegale”. Nei giorni successivi, una delle figlie , di cui non viene divulgato il nome né un’immagine, afferma che il padre è stato invece catturato vivo ed ucciso davanti a loro. Così come, mesi dopo, una delle mogli, sempre non identificata, rilascia interviste sulla sua vita con Osama.

Lo scorso 16 Aprile il Pakistan ha espulso la famiglia Bin Laden dal proprio territorio. Molti media hanno detto che l’intera famiglia si sarebbe diretta in Arabia Saudita, ma dove risiedono realmente e cosa fanno ora non è noto. Viene invece resa nota, senza far molto rumore, la notizia che il 6 Agosto 2011 viene abbattuto dai Talebani in Afghanistan un elicottero Chinook con a bordo 22 Navy Seals, appartenenti alla stessa squadra che aveva portato a termine l’operazione “Geronimo”. Non meglio identificati ufficiali americani riferiscono all’Associated Press che però non si tratterebbe dei militari che hanno partecipato direttamente al blitz, anche se appartenevano alla stessa unità che ha compiuto la missione.

Ad Abbottabad forse Bin Laden non aveva scelto a caso il suo rifugio, dato che in passato lui e la sua organizzazione erano stati molto favoriti ed aiutati dai militari pakistani e dall’ISI, il servizio segreto militare del Pakistan. La residenza di Abbottabad, però, è stata demolita lo scorso mese di Febbraio perché stava diventando “meta di pellegrinaggio”. A più di un anno dalla scomparsa di Bin Laden ricostruire con esattezza quello che è successo il 2 Maggio 2011 sembra praticamente impossibile. In attesa che la storia dica la sua, noi ci abbiamo provato.

Nicola Lofoco, laureato in Scienze politiche, è giornalista free lance dal 2000; si è occupato per diverso tempo di radio e tv; oltre ad aver collaborato con diverse testate online, è stato nella redazione de L’ Unità, La  Rinascita, e del Riformista dove si è occupato di politica estera

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